L'antica dimora saracena di Carmelo Bene a Santa Cesarea, in Salento, è sotto sgombero giudiziario. La sorella, ultima abitante della casa di famiglia, lancia un appello. Ma il comune non ha soldi per acquisirla SANTA CESAREA TERME (LECCE). Le prime liriche adolescenziali, tuttora inedite, sono state composte nella casa di Santa Cesarea terme dove la famiglia, nelle estati di inizio anni '50, villeggiava in locazione. Carmelo Bene era ancora studente ginnasiale, presso un collegio di religiosi. Il padre, agiato imprenditore nel settore dei tabacchi, comprò quella casa sul finire del decennio. «La sola in stile saraceno di Santa Cesarea, risalente al 1905, che ora il tribunale mi vuol togliere mettendola all'asta e lasciandomi sul lastrico» dice Maria Luisa Bene, sorella del drammaturgo scomparso nel 2002, che ci riceve nella secolare dimora affacciata su uno specchio di mare da cui, a ogni alba, si ammira l'emergere del sole. «Carmelo, che si alzava con esso, vi restava incantato dinanzi a quello scenario: ha fatto nascere opere geniali come Nostra signora dei turchi, scritta nel '65. Le scene della trasposizione cinematografica sono state girate con la troupe sulle logge di questa casa». Che evoca in ogni stanza, attraverso fotografie e materiale cartaceo sparso un po' dovunque sulle superfici degli arredi, la presenza quasi tattile del grande istrione e dell'innovatore del linguaggio della cultura italiana. Ma di questa casa, traversata da un flusso che sa di magia, nell'estate 2011 se ne parla di più in modo utilitaristico e arido. L'abitazione è sottoposta a vendita giudiziaria per le richieste di soggetti che vantano dei crediti nei confronti della famiglia Bene rappresentata da Maria Luisa, una 73enne che ostenta volitività, adorazione per il fratello e rimarchevole autostima. Un temperamento da vero personaggio, quello della signora. L'alter ego di Carmelo? Ci conferma lei stessa: «Oltre ai nostri genitori, la famiglia si componeva da me e dal primogenito Carmelo: meno di un anno e mezzo la differenza di età fra noi. Dei fratelli-gemelli ispirati dall'eccellenza, questo eravamo. Dell'intera sua attività artistica sono stata musa e fattiva collaboratrice, sia in veste di aiuto-regista che di sceneggiatrice; oggi, esclusiva biografa di Carmelo e unica erede della sua memoria». Adesso oltraggiata da un'ingiunzione di sgombero, da parte dell'autorità giudiziaria, della casa di famiglia già scrigno della produzione artistica di Carmelo Bene. «La vicenda è piuttosto articolata - accenna Maria Luisa - ed è legata alla villa di Fregene. Era stato ordito ai miei danni un tentativo di truffa, complice un sedicente amico di mio fratello. In seguito arrivò una citazione, a cui non ebbi possibilità di fare opposizione perché i termini erano ormai scaduti: non stavo sul posto, mi trovavo a Roma». Gli effetti si rivelano devastanti. Su ordine della sezione apposita del tribunale di Lecce si è proceduto a delle vendite giudiziarie con smembramento di un unicum, che per consistenza architettonica era indivisibile, in due lotti. Il primo di questi è stato venduto in un'asta pubblica con inibizione per la signora Bene, dal 15 luglio scorso, del godimento di un paio di stanze più servizi. Nel prossimo ottobre ancora un'asta, per la vendita del resto della casa. Si tratta di un secondo tentativo, la cui base d'asta è scesa a 285mila euro; dopo che si era partiti da un prezzo base di oltre mezzo milione. Nei decenni il complesso ha subito ripetute alienazioni, specialmente al piano terreno oramai del tutto distaccato dall'originaria unità immobiliare. Con due matrimoni alle spalle e un figlio lontano, la Bene vive da sola nella casa pignorata di Santa Cesarea. Dalla quale, essendo l'unica abitazione, non potrebbe venire sfrattata, dopo essersi trasferita dieci anni fa. Aveva lasciato l'insegnamento presso un liceo artistico a Roma. «Nessun ente pubblico - continua - si è fatto avanti per il salvataggio di una residenza storica ritenuta luogo della memoria di un salentino-protagonista della cultura del secondo novecento». In concomitanza della cessione a nuovi proprietari del primo lotto, a metà luglio, c'è stato un sit-in nei pressi dell'abitazione organizzato da un gruppo di intellettuali e artisti. Hanno manifestato per opporsi, simbolicamente, alla vendita e alla conseguente dispersione del patrimonio di testimonianze che vi è custodito. Al contempo si è voluto sensibilizzare cittadinanza e turisti del centro termale del dramma che si trova a vivere una persona quando sta per perdere la propria casa. Il comune di Santa Cesarea si è tirato fuori dall'acquisizione dell'immobile. Nelle casse pubbliche, ha detto in modo inequivocabile il sindaco, non c'è il becco di un quattrino: si esce da una fase di dissesto finanziario e mancano risorse che consentano di rilevare alcunché. Tuttavia l'amministrazione ha mostrato disponibilità per concedere locali comunali nei quali avviare la raccolta del materiale letterario e allestire così un piccolo museo. Col vertiginoso buco in bilancio scoperto di recente, da colmare con un surplus di oneri da parte dei contribuenti salentini, anche l'ente provincia di Lecce si è defilato da qualsiasi operazione d'acquisto. Però confida di proporre una soluzione, al momento da individuare, affinché l'immobile sia fruito come bene pubblico a fini culturali. Nel 2012 ricorre il decennale della morte di Carmelo Bene. «Sto lavorando alla sua biografia, che sarà l'unica autorizzata - dice Maria Luisa Bene -. Lavoro di notte, ogni notte, tanto che prima delle 19 il mio metabolismo non consente di iniziare attivamente la giornata. In realtà sto producendo qualcosa che è più di una semplice biografia: si tratta della saga della mia famiglia. La vita di Carmelo sarebbe stata impossibile senza la famiglia. La narrazione avviene sotto dettatura; mentre per la stesura mi coadiuva Simone Franco, attore e amico. Per il 2012 c'è un programma ancora da definire che prevede la declamazione di poesie inedite, dell'età giovanile, di attori di varie parti d'Italia. Il maestro Francesco Libetta ha composto le musiche che hanno già accompagnato le letture in precedenti manifestazioni. Le istituzioni vorrebbero rilevare questa casa per ricavarne un museo? Solo illazioni. Carmelo desiderava istituire la fondazione dell'Immemoriale nella casa di Santa Cesarea. Ebbene, nonostante tutto, mi sono prefissa di realizzarla per preservarne la memoria artistica». L'Immemoriale è una fondazione voluta dallo stesso Carmelo Bene mediante atto testamentario, poco prima di morire nel marzo 2002, con lo scopo di divulgare l'intera sua opera poetica-letteraria-teatrale-cinematografica. Ma l'attività della fondazione è stata bloccata sul nascere per beghe legali fra le eredi, tutte donne: sorella, moglie e compagna. Avviandoci al decennale della sua scomparsa, con le difficoltà oggettive provenienti dalla casa dei Bene a Santa Cesarea, l'Immemoriale appare ancora più lontano.
il manifesto
20 Settembre 2011
Santa Cesarea (Lecce). Un Bene da salvare
FE
Federico Cartelli
il manifesto
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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