La norma sul silenzio- assenso mette a rischio la salvaguardia del patrimonio colturale della Sicilia. Per la seconda volta in due mesi la Regione viene bacchettata dal ministero dei Beni culturali. Come era successo a novembre dopo l'approvazione all'Ars dell'articolo che abbatteva i vincoli sulle Eolie per consentire la costruzione di otto nuovi alberghi, adesso il dicastero che fa capo al ministro Giuliano Urbani richiama il governo Cuffaro sulla norma della Finanziaria varata la settimana scorsa che introduce il silenzio-assenso per gli interventi sui palazzi storici , ma soprattutto per le nuove costruzioni su aree sottoposte a vincolo paesaggistico. A Roma è scattato l'allarme per via del termine piuttosto esiguo di 120 giorni che l'articolo 47 della manovra, voluto da Forza Italia (primo firmatario il deputato Giovanni Mercadante) introduce: basterà avanzare alle soprintendenze una richiesta per "eseguire opere in zone soggette a vincolo o su immobili di interesse storico artistico" per ottenere l'autorizzazione dopo quattro mesi, anche se gli uffici non si saranno pronunciati. Un termine che già gli ambientalisti (da Legambiente a Italia Nostra ma anche i Ds sul fronte parlamentare, hanno criticato aspramente nei giorni scorsi invocando l'impugnativa del commissario dello Stato: 'Troppo esigui i tempi, alla luce del carico di lavoro delle soprintendenze, è un regalo agli speculatori». Ieri è intervenuto il capo dell'ufficio legislativo del ministero dei Beni culturali, Mario Luigi Torsello, per conto del ministro Urbani. Scrivendo all'assessore ai Beni culturali, Alessandro Pagano, il dirigente del ministero ha chiesto di «studiare meccanismi di attuazione della norma che consentano agli uffici regionali competenti (cioè alle soprintendenze, ndr) di espletare con efficacia le proprie valutazioni in sede di rilascio delle autorizzazioni«. Fuori dal burocratese, vuol dire che gli organi di controllo sui beni culturali devono essere messi in condizione di esprimersi e non bypassati attraverso la scorciatoia del silenzio-assenso. 'Ciò consentirebbe continua il ministero nella lettera alla Regione di attenuare i paventati timori per la salvaguardia del patrimonio culturale regionale, fugando i dubbi di costituzionalità sollevati dalla norma introdotta". Insomma, l'articolo sul silenzio assenso preoccupa non poco il ministero, che intravede appunto rischi per la «salvaguardia del patrimonio". Alta la probabilità di assistere a nuove colate di cemento sulle aree sottoposte a vincolo paesistico e a interventi modificativi all'interno dei palazzi storici siciliani, scavalcando il controllo delle soprintendenze. L'assessore Pagano non si scompone e taglia corto: «Col ministero c'è la massima collaborazione e avremo modo di confrontarci anche su questa materia«. Ma ancora una volta a togliere le castagne dal fuoco, proprio come avvenne con la norma sana-alberghi per le Eolie, potrebbe essere il commissario dello Stato. L'impugnativa di Gianfranco Romagnoli, il suo giudizio di costituzionalità sull'intera manovra finanziaria, è atteso per oggi. Intanto, il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga dello stato d'emergenza per lo smaltimento dei rifiuti nelle Regioni Sicilia, Lazio, Campania e Calabria. Nell'isola sono dunque prorogati di un anno i poteri straordinari e i poteri commissariali del presidente Salvtore Cuffaro, cbe sovrintende già da tre anni alla gestione dell'intera materia.
Patrimonio a rischio. Stop al silenzio-assenso
Il ministero dei Beni culturali ha richiamato il governo Cuffaro sulla norma della Finanziaria che introduce il silenzio-assenso per gli interventi sui palazzi storici e le nuove costruzioni su aree sottoposte a vincolo paesaggistico. Il termine di 120 giorni per ottenere l'autorizzazione è considerato troppo esiguo e potrebbe favorire gli speculatori. Il ministero ha chiesto di studiare meccanismi di attuazione che consentano agli uffici regionali di espletare con efficacia le proprie valutazioni. La norma preoccupa il ministero per la salvaguardia del patrimonio culturale regionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo