Legambiente torna a parlare di un nuovo assalto al territorio ibleo da parte delle compagnie petrolifere. L'associazione ha acquisito informazioni a livello regionale che lasciano presagire l'ipotesi di nuove attività di ricerca con nuove trivellazioni. Dove? «Nel parco archeologico di Camarina, tra i resti di Caucana, 20 zone archeologiche vincolate e altri 120 siti archeologici, la riserva dell'Ippari». Mentre a Tresauro si lavora senza sosta, notte e giorno, con l'arrivo nelle ultime settimane, di importanti strutture di natura tecnica ben visibili anche dalla strada di collegamento tra Ragusa e S. Croce, e mentre la Procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati nove funzionari e tecnici dell'Enimed per verificare i presunti reati di adulterazione corposa di acqua destinata all'alimentazione e inquinamento ambientale, le società petrolifere continuano a cercare di ottenere permessi per poter fare ricerche in Sicilia. Nei mesi scorsi la Irminio srl, il cui permesso scadeva a gennaio, ha ottenuto una proroga per altri dieci anni. Anche società stanno chiedendo di poter proseguire la loro attività e di avviarne di nuove. E proprio su questo argomento interviene Legambiente che torna a parlare di un vero e proprio assalto al territorio ibleo da parte delle compagnie petrolifere. L'associazione ambientalista ha acquisito alcune informazioni a livello regionale che lasciano presagire l'ipotesi di nuova attività di ricerca con nuove trivellazioni. "Non si sono ancora spenti gli echi del possibile e presunto inquinamento alle falde da parte del pozzo Tresauro due ed ecco che Enimed, Edison e Irminio srl avanzano una richiesta di permesso di trivellazione praticamente sul 20 del territorio provinciale - scrive in un documento Legambiente - Sono interessati alle trivellazioni i territori di Vittoria, Comiso, Acate, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi, Ragusa e in provincia di Catania Caltagirone e Mazzarrone. Nell'area soggetta a permesso di ricerca rientrano il parco archeologico di Camarina, i resti di Caucana, 20 zone archeologiche vincolate, altri 120 siti archeologici, la riserva naturale regionale dell'Ippari, due siti Sic, 9 nodi principali e 8 nodi secondari della rete ecologica regionale, la più grossa concentrazione di individui di Juniperus turbinata dell'intera Sicilia (più di 4000 esemplari stimati), macchia mediterranea a leccio e quercia spinosa, pantani salmastri con vegetazione alo-igrofila (Pantano di Cannitello-Torre di Mezzo, Pantano D'Arci, Pantano Berdia) importanti punti di riferimento per l'avifauna migratoria". Insomma un territorio che presenta molti aspetti naturalisti e che per Legambiente non va intaccato con interventi specifici da parte delle società petrolifere. "Tutta l'area è poi interessata dalle produzioni agricole di altissima qualità come il Cerasuolo Docg e il Ragusano Dop, l'Uva da tavola di Mazzarrone, l'Olio Monti Iblei Dop senza considerare le migliaia di ettari di colture in serra che potrebbe subire danni irreparabili da incidenti importanti come quello di Trecate ma anche da quelli simili all'incidente all'oleodotto Ragusa - Siracusa di diversi mesi fa. Infine tutta le falde sono estremamente vulnerabili e già in parte compromesse dall'intrusione marina, dai nitrati e da metalli pesanti. Qualsiasi incidente potrebbe portare alla perdita di questi acquiferi con gravissimi danni all'agricoltura e al rifornimento di acqua potabile nei centri urbani". 18092011
SICILIA - Grido d'allarme di Legambiente sulle trivellazioni
Legambiente ha denunciato un nuovo assalto al territorio ibleo da parte delle società petrolifere. L'associazione ha acquisito informazioni a livello regionale che lasciano presagire l'ipotesi di nuove attività di ricerca con nuove trivellazioni. Le società interessate sono Enimed, Edison e Irminio srl. Sono state identificate diverse aree interessate, tra cui il parco archeologico di Camarina, la riserva naturale dell'Ippari e la zona di Tresauro. Legambiente ha denunciato che queste attività potrebbero causare danni irreparabili all'ambiente, all'agricoltura e al rifornimento di acqua potabile.
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