Vero e falso. La casa di Dante nel cuore di Firenze, in via Santa Margherita, inserita in tutti i pacchetti turistici, è sicuramente un falso. «È come la casa di Biancaneve e i sette nani - dice Cardini -. Ma non mi scandalizzerei per questo. Anche la casa di Michelangelo e quella di Leonardo sono inventate, ma vengono realizzate con un certo gusto filologico per farle diventare centri di cultura ben vengano». Probabilmente falsa è anche quella del Boccaccio a Certaldo alto. Ma lì il nome di Boccaccio è un motore di continue iniziative: lettura delle novelle del Decameron, mostre, il premio letterario in suo nome. Il caso Pisa. «Dobbiamo distinguere: se parliamo di case intese come edifici a Pisa è rimasto ben poco. Ma se parliamo di luoghi della memoria, allora ne conserva tanti». Mauro Del Corso, presidente degli Amici dei Musei pisani ricorda che da Pisa c'è passato il mondo fin dai tempi più antichi ma che la sua città comincia solo ora a svegliarsi mentre è ricca di patrimoni che nessuno vede mai. «Pensiamo ai musei scientifici delle varie facoltà, come quello di anatomia umana, aperti solo su richiesta». Il sindaco ha appena fatto il grande annuncio che il complesso degli ex Macelli ospiterà la cittadella galileiana - con la ludoteca scientifica e il museo del calcolo - ma c'è molto ancora da a fare. «Lei non può immaginare quanti turisti vanno alla ricerca della lampada di Galileo, come fosse quella di Ali Babà: quella che penzolando dal soffitto del Duomo gli fece nascere l'intuizione del movimento del pendolo non si trova più nella cattedrale, ma è dentro una cappella del Camposanto Monumentale». È sempre Del Corso che ci fa da guida: «Pisa conserva i palazzi delle dinastie regnanti; c'è la casa abitata da Leopardi in via della Faggiola dove scrisse "A Silvia"; il Royal Victoria Hotel uno dei più antichi d'Europa; e poi la Torre della Fame del Conte Ugolino». E se il 20 ottobre arriverà il presidente Napolitano per inaugurare la Domus Mazziniana dopo i restauri effettuati a tempo di record (con i soldi del 150 dell'Unità), sicuramente manca all'appello la Stazione di Marconi a Coltano da dove l'inventore mandò il primo segnale radiotelegrafico: fu uno dei più votati tra i Luoghi del Cuore del Fai, ma giace ancora abbandonata.