Divieto anche a Campo de' Fiori e a Fontana di Trevi Pronta l'ordinanza dopo l'ennesimo atto vandalico Saranno possibili deroghe solo per eventi istituzionali Sulla scrivania del sindaco c'è un'ordinanza pronta a essere firmata. Si legge chiaramente: «Si stabilisce il divieto di organizzare manifestazioni a piazza Navona, Fontana di Trevi e Campo de' Fiori». Anni di trattative, bozze e tavoli di concertazioni: l'ultima pagina in materia di manifestazione l'ha sta scrivendo il Gabinetto del sindaco con l'intento di «trasformare piazza Navona in un museo a cielo aperto». La frase è di Alemanno che ha annunciato la novità ieri a piazza Navona mostrando il restauro della Fontana del Moro, oltraggiata da un vandalo lo scorso 3 settembre. È stata proprio l'esigenza di tutelare piazze storiche, patrimonio dell'Unesco, che ha spinto il Campidoglio a elaborare lo strumento d'urgenza per impedire nei gioielli di Roma manifestazioni che troppo spesso sfociano in violenze. Scontri giovedì scorso in piazza Montecitorio, assedio al Centro il 14 dicembre scorso e ancora scontri, furiosi, nel 2008 proprio a piazza Navona tra movimenti studenteschi. Il sindaco ha annunciato: «Stiamo studiando un provvedimento straordinario per Piazza Navona e altre piazze importanti del centro storico che ci permetta di preservare di più questi luoghi, limitando e impedendo l'utilizzo di occupazioni del suolo pubblico da parte di manifestazioni varie, o eventi impattanti, salvo le giuste deroghe. Appena pronto diventerà una mia ordinanza». Le deroghe riguardano «appuntamenti istituzionali» aggiunge il Campidoglio che puntualizza: «Il documento dovrà prima essere concertato con il prefetto Giuseppe Pecoraro». Sempre dal Campidoglio fanno sapere che l'ordinanza verrà firmata a ridosso della prossima manifestazione. Si pensa, ad esempio, al 15 ottobre, data fissata per una maxi manifestazione annunciata da decine di movimenti e forze sindacali. Vertici, tavoli di concertazioni, la questione dei cortei in Centro e dei disagi creati ai romani, resta intanto aperta dal 2004, quando l'allora prefetto Achille Serra aveva previsto percorsi fissi e limitazioni che rimasero poi lettera morta. Negli anni successivi l'intento è stato sempre lo stesso: trovare uno strumento che consenta di contemperare il diritto di manifestare con quello di muoversi liberamente in città. Nel 2010, in particolare, Alemanno aveva minacciato la firma di un'ordinanza come commissario straordinario per l'emergenza traffico. Ieri un nuovo annuncio, stavolta, in gioco ci sono anche i beni storici e architettonici di una città, sempre di più oltraggiata da atti di vandalismo che tengono sotto assedio i gioielli della Capitale. Vandali che mandano in pezzi la Fontana del Moro, ma anche decine di suonatori abusivi (i cosiddetti fracassoni) che tolgono il sonno ai residenti. Il regolamento per mettere la sordina ai «menestrelli elettronici» c'è già: firmato dall'assessore alla Cultura Dino Gasperini, vieta tamburi e sassofoni, esibizioni davanti a chiese, ospedali e scuole, orari ridotti, e stabilisce il divieto assoluto di utilizzare impianti di amplificazione. Ma non è ancora entrato in vigore: ha ottenuto il parere dei municipi, e ora dovrà passare al vaglio delle commissioni e del Consiglio comunale. Intanto, però, c'è chi storce il naso davanti alla proposta del sindaco di vietare manifestazioni nelle piazze più importanti del centro. «Basterebbe applicare le norme già esistenti attraverso la delibera comunale approvata tempo fa da giunta e consiglio sull'utilizzo delle piazze storiche» ha affermato il consigliere provinciale del Pd Giuseppe Lobefaro. Contrario anche Alessandro Vannini (Pdl) presidente della commissione Turismo e Moda di Roma Capitale: «Molti degli eventi organizzati presso i luoghi storici della Capitale contribuiscono a dare maggiore visibilità alla città, soprattutto dal punto di vista internazionale, favorendo un aumento dei flussi turistici».