Erano in Inghilterra, destinati a finire all'asta Il più antico risale al 1370, le opere valgono circa sette milioni di euro BARI Erano stati rubati negli anni 70 dalla biblioteca della Soprintendenza di Bari. E ora rischiavano di finire nelle mani di qualche ricco collezionista inglese. Da oltre 3o anni non si avevano più notizie di un messale del 1370, appartenente all'arcidiocesi di Trani, e di due manoscritti del xv secolo, contenuti nella biblioteca dei Gerolamini a Napoli. Pezzi più unici che rari del patrimonio culturale e religioso d'Italia. Fino a quando qualche mese fa la guardia di Finanza di Roma non ha scoperto che i preziosi beni stavano per essere venduti all'asta a Londra. Il prezzo stimato: 6 milioni di sterline, quasi 7 milioni di euro. Il recupero è stato possibile grazie alle indagini avviate dalla Procura di Bari che ha emesso un decreto di sequestro per riportate i manoscritti in Puglia. Il bene più prezioso è il messale di Trani, che da solo vale 3 milioni di sterline. Fra il 1972 e il 1974 l'opera religiosa fu prestata dall'arcidiocesi del nord barese alla Soprintendenza per i beni culturali di Bari, in occasione di una mostra. Da allora il testo non è più rientrato a Trani. Qualcuno lo trafugò clandestinamente. Il sospetto degli inquirenti che si sono occupati del caso per anni è che fosse finito nelle mani di un noto collezionista napoletano, nel frattempo deceduto. Il ricettatore insegnava in un liceo di Bari ed è probabile che sia stato lui ad esportate i reperti. Da qui, secondo la ricostruzione dei militari dei finanzieri romani del nucleo tutela patrimonio archeologico, il messale e gli altri manoscritti sarebbero stati trasferiti in Lombardia E successivamente in Svizzera. Prima di finire nel 2000 in una casa d'aste di Londra, in Inghilterra. Quando arrivano qui, dieci anni fa, la presenza dei reperti viene captato. Comincia un lungo contenzioso civile, tra le autorità inglesi e quelle italiane, finito di recente con la restituzione spontanea da parte dell'ambasciata italiana di Londra che ha consentito l'esecuzione del decreto di sequestro emesso dalla procura barese. I risultati della difficile operazione di rimpatrio dei beni sono stati illustrati ieri dal sostituto procuratore Isabella Ginefra, del pool specializzato 'impresa e Patrimonio", coordinato dal procuratore aggiunto Pasquale Drago. Il messale con lo stemma della casata dei Sanse verino di Napoli, sottratto a Trani, sarà restituito all'arcidiocesi il prossimo 20 ottobre. Don Saverio Pellegrino, responsabile dei beni culturali per la diocesi, ha organizzato per l'occasione una grande festa nella Cattedrale. Sarà una giornata di grande festa per noi - ha dichiarato monsignor Pellegrino - è come ritrovare le nostre radici che affondano in un passato lontano». Fondamentale per il successo delle indagini, è stato il contributo di Giovanni Mazzarelli, un imprenditore originario di Benevento, che lavora da anni stabilmente in Russia Mazzarelli, che aveva acquistato legalmente i beni da un'altra casa di aste, aveva deciso di disfarsene vendendoli a Londra la miglior offerente. L'imprenditore, un appassionato di opere d'arte, è stato contattato dalla guardia di Finanza e dell'avvocatura dello Stato. Da subito ha collaborato alle indagini e così è stato così possibile riportare in Italia il materiale sequestrato. II messale rimarrà in Puglia, custodito in un ambiente con determinate caratteristiche climatiche, in modo tale da non subire ulteriori danni. Gli altri due testi, un manoscritto del XV secolo "De maniscalcariaa" o "Trattato dei cavalli", sottratto e l'altro "Officium beatae Verginis Mariae" o "libro delle ore" entrambi sottratti alla biblioteca oratoriana dei Gerolamini di Napoli, torneranno in Campania Soddisfatto Massimo Rossi, maggiore del nucleo della Finanza, che si occupa della tutela del patrimonio culturale. Se si considera che ogni anno spariscono dall'Italia 5mila opere d'arte - ha detto Rossi - l'operazione di oggi ha un significato enorme per il Paese».