Con una nuova applicazione basta scattare una foto per ricevere tutte le informazioni sui monumenti Esperimenti Si chiama Visito, parte dalla Toscana: Firenze, Pisa e San Gimignano. Se avrà successo sarà allargato a tutta la regione Basta un telefonino multimediale. Anche a basso costo, senza troppi fronzoli hi-tech. E la visita, tra reale e virtuale, inizia con una fotografia. Ecco un esempio. Piazza della Signoria, fontana del Nettuno. Si afferra il telefonino, si scatta un'immagine e in un secondo o due sul display arrivano tutte le informazioni relative al capolavoro dell'Ammannati, misure, curiosità, statistiche, storia passata e recente e persino una ricostruzione virtuale del monumento. Gli americani la chiamano augmented reality (realtà aumentata) ed è una nuova frontiera tecnologica che adesso esplora anche e soprattutto l'Eldorado dei beni culturali. Visito (Visual support to cultural heritage interactive access) in Tuscany è un progetto ancora più sofisticato elaborato dall'Istituto di informatica e telematica del Cnr in collaborazioni con alcune aziende toscane (Alinari, 3Logic e Hyperborea) per regalare a cittadini e turisti una consapevolezza culturale e sociale dei tesori delle città d'arte. Visito, che non ha precedenti in Italia e per alcuni aspetti anche in Europa, sarà presentato per la prima volta durante Lubec, la rassegna dedicata alle tecnologie applicate ai beni culturali sotto il patrocinio del presidente della Repubblica in programma dal 20 al 24 settembre a Lucca. «Nella prima fase sperimentale abbiamo scelto due piazze straordinarie della Toscana e una cittadina simbolo spiega Roberto Scopigno dell'Isti-Cnr Sono Piazza della Signoria e dintorni a Firenze, Piazza dei Cavalieri a Pisa e San Gimignano, la Manhattan del medioevo. Poi, se il progetto avrà successo, allargheremo la visuale su tutta la Toscana». Il progetto è diviso in tre fasi distinte. «Durante la visita si possono ottenere informazioni semplicemente puntando la macchina fotografica del telefonino sul soggetto continua Scopigno L'immagine, tramite un sistema di collegamento wireless, viene spedita al server e qui un sistema informatico, grazie a tecniche di riconoscimento di immagini e di localizzazione del soggetto, la riconosce e invia al telefonino tutte le informazioni». Ma ancor prima della «visita aumentata», il turista-cittadino può decidere di pianificare il tour sul web (realizzato dallo stesso Cnr) scambiando informazioni con esperti e altri viaggiatori. E infine, altra innovazione, ecco il cloud computing. In altre parole si tratta di un sistema che archivia (via etere, dunque sulla nuvola) le fotografie scattate, aumentate e non, ordinandole per posizione geografica. «I turisti possono rivedere i percorsi seguiti, le foto scattate e l'informazione ricevuta spiega ancora Scopigno e in più abbiamo sviluppato strumenti che permettono di organizzare l'insieme di immagini e di integrare il suo album di fotografie con altre da lui selezionate dall'archivio del sistema». Insomma, una sorta di album personale (o libro multimediale se preferite) che accompagnerà i nostri viaggi. «Visito Tuscany è un progetto modello di grande innovazione commenta Francesca Velani, direttore di Lubec e dunque siamo orgogliosi di presentarlo alla nostra rassegna. Da tempo lavoriamo per far colloquiare esperti di tecnologie e di beni culturali. L'Italia e la Toscana hanno un tesoro inestimabile da valorizzare grazie anche all'hi-tech e a progetti così innovativi. A Lubec ne discuteremo in un convegno («Beni culturali, ricerca e innovazione fra storia e futuro») che affronterà i temi di sviluppo, nuove tecnologie, valorizzazione del territorio e turismo».