Il sindaco di Rovereto: «La direttrice ci ha accreditato a livello internazionale». Panizza: «Investiamo sul territorio» Miorandi sprona le categorie: «Belli ha fatto molto, la città pensi al turismo» TRENTO «Quella del Mart è una scommessa vinta, però manca ancora la scommessa della città. I privati raccolgano la sfida: devono saper agganciare i turisti». Parafrasando le parole della direttrice del Museo di arte moderna e contemporanea, Gabriella Belli, il sindaco Andrea Miorandi si rivolge alle categorie sollecitando l'avanzare di un rapporto di scambio reciproco: «Sfruttiamo il trend del museo attivando una sinergia fra pubblico e privato» spiega. Obiettivo: creare un distretto turistico dal profilo culturale. Un'occasione che Gianni Bort, presidente dell'Unione commercio, è pronto a raccogliere. Tutti d'accordo, dunque. Al tramonto del mandato di Belli, la volontà è quella di «tutelare il percorso tracciato». Ecco perché rassicura la presenza della direttrice nel prossimo consiglio di amministrazione, proposta dal governatore Dellai alla commissione consiliare due giorni fa: «Il valore aggiunto del museo sono le collezioni donate grazie alla fiducia riposta in Belli. Per questo è importante che sieda nel cda». Parola dell'assessore Franco Panizza. Dal 1981 a oggi ha accompagnato il Mart. E, allo scoccare del trentesimo compleanno, Gabriella Belli ha annunciato la fine del sodalizio. Quello che l'aspetta è un nuovo incarico alla guida della Fondazione musei civici di Venezia. Tracciando il bilancio della sua esperienza nel forum organizzato dal Corriere del Trentino, Belli ha misurato la cifra del suo lavoro lanciando alla città di Rovereto l'onere (e l'onore) di sfruttare le potenzialità del museo. «Ho portato i visitatori, ora la città ne approfitti» ha detto. E Andrea Miorandi è d'accordo. Il primo cittadino condivide l'esortazione della direttrice uscente con cui l'amministrazione ha lavorato per anni. Fianco a fianco. Attraverso spinte reciproche. «Belli ha accreditato il Comune a livello internazionale commenta . La città le è grata per quello che ha fatto». Miorandi utilizza le stesse parole scelte dalla direttrice. «Quella del Mart è una scommessa vinta, è vero. Esiste però un'altra scommessa che va raccolta e riguarda la città». Il riferimento è alla possibilità di creare un sistema turistico dove la forza del Mart spinga i visitatori a popolare la città della Quercia. «La città non ha ancora interpretato il suo ruolo: i privati dovranno agganciarsi rispondendo alla natura del turista culturale che, in media, staziona solo quattro ore e mezza». E' secca l'esortazione di Miorandi: «Sfruttiamo il trend del Mart che grazie al "metodo Belli" ha ottenuto un prestigio internazionale». L'occasione per il primo cittadino va colta. «Privati fatevi sentire commenta , troviamo una strategia comune». Cosa andrebbe fatto? Per il sindaco quello che si deve costruire è «il pacchetto turistico città-Mart, investendo sulla cartellonistica e sulla promozione». Quanto al futuro, Miorandi attende di conoscere il nuovo direttore con serenità. «L'idea che Belli resti nel cda è una garanzia commenta , sono tranquillo perché la sua presenza garantirà continuità. In questo modo ci potrà essere un confronto». La città non ha intenzione di salutare Belli: «Il 3o settembre all'Urban Center ringrazieremo la direttrice in modo ufficiale spiega , mi auguro che resti lo stesso rapporto di collaborazione maturato sino ad ora». Franco Panizza rivendica la paternità dell'idea di proporre per il prossimo cda la nomina del direttore uscente, formalizzata dal governatore Dellai in settimana. «E un'idea che ho sottoposto ancora tempo fa al presidente commenta Panizza . La scelta è rivolta alla tutela delle collezioni che oggi caratterizzano il patrimonio del Mart. Un patrimonio maturato grazie al lavoro che ha svolto in questi anni. La collaborazione con Belli continua su altri fronti, infatti farà parte della commissione perla candidatura del Nordest capitale della cultura». Ma l'assessore non è proiettato solamente al passato. In questo momento pensa anche al futuro. «Il direttore dovrà avere dei requisiti artistici e scientifici elevati commenta . Inoltre dovrà conoscere la nostra autonomia: questo e un sistema diverso dal resto d'Italia. Un direttore abituato a Roma, dove i rapporti con la politica sono radi, dovrà capire che il rapporto di scambio con la politica è stretto». Inoltre, Panizza si aspetta che il nuovo dirigente sappia collaborare con i colleghi. «Mart e Muse in particolare dovranno confrontarsi commenta , in funzione anche delle linee guida già presentate. Quello che ci aspetta è un sistema che collega tutti i musei, attraverso una rete di servizi unici e un cda condiviso». Ma è un'altra la sfida che il nuovo dirigente dovrà cogliere. E, in questo senso, Panizza condivide l'esortazione di Miorandi: «Con Belli il Mart si è ben strutturato verso l'esterno, ma adesso lavoriamo sul rapporto con il territorio: il museo deve essere capofila del moderno e contemporaneo per far sì che questo marchio abbia una ricaduta turistica, soprattutto sulla città». Panizza confida nel neoeletto Paolo Manfrini: «La sua nomina potrà aiutare Rovereto, questa è la sua città e saprà trovare il modo di valorizzare questo rapporto». Anche per l'assessore, così come per Miorandi, i privati però dovranno agire. Ma a nome della categoria, Gianni Bort è pronto. «Collaborare è necessario e pubblico e privato su questo versante possono lavorare insieme spiega . Il Mart che è la più importante istituzione dovrà fare in modo che ci siano le potenzialità per attrarre più visitatori». Più turisti e più consumatori, dunque. «Il modo per ottimizzare le ricadute economiche sul territorio è far sì che le esposizioni siano appetibili per un largo pubblico».