Il Mia, Minneapolis Institute of Arts, restituirà all'Italia un cratere greco a volute del V secolo, con tutta probabilità proveniente dall'area archeologica dl Rutigliano, in provincia di Bari. Decorato a figure rosse dal .Pittore di Methyse,, un artista di cui sono state identificate sinora circa venti opere, il vaso era stato acquistato dal Mia nel 1983, ma gli stessi esperti del museo, preoccupati dalla provenienza del reperto, hanno preso contatto con il ministero dei beni culturali italiano e con l'Immigration and Customs Enforcement e hanno poi deciso di rimandare u'oggetto in Italia. Del resto, un'analisi della Sapienza di Roma ha stabilito che il cratere acquistato dal Mia era riconoscibile in alcune foto sequestrate nel '95 dai carabinieri dei beni culturali. Tutto è bene quel che finisce bene, ma se può essere comprensibile la lietezza con cui il ministro Galan ha annunciato la restituzione, meno chiaro è perché il responsabile dei beni culturali abbia palato di un successo dovuto al fatto che l'Italia ha scelto dl percorrere le vie diplomatiche.. Il direttore del Mia, Kaywin Feldman, ha risposto che "la restituzione dimostra l'impegno del Mia verso rigorosi standard etici nello sviluppo e mantenimento delle sue collezioni".
Minneapolis restituisce un vaso greco
Il Mia, Minneapolis Institute of Arts, restituirà all'Italia un cratere greco a volute del V secolo, con tutta probabilità proveniente dall'area archeologica dl Rutigliano, in provincia di Bari. Decorato a figure rosse dal .Pittore di Methyse,, un artista di cui sono state identificate sinora circa venti opere, il vaso era stato acquistato dal Mia nel 1983, ma gli stessi esperti del museo, preoccupati dalla provenienza del reperto, hanno preso contatto con il ministero dei beni culturali italiano e con l'Immigration and Customs Enforcement e hanno poi deciso di rimandare u'oggetto in Italia. Del resto, un'analisi della Sapienza di Roma ha stabilito che il cratere acquistato dal Mia era riconoscibile in alcune foto sequestrate nel '95 dai carabinieri dei beni culturali. Tutto è bene quel che finisce bene, ma se può essere comprensibile la lietezza con cui il ministro Galan ha annunciato la restituzione, meno chiaro è perché il responsabile dei beni culturali abbia palato di un successo dovuto al fatto che l'Italia ha scelto dl percorrere le vie diplomatiche.. Il direttore del Mia, Kaywin Feldman, ha risposto che "la restituzione dimostra l'impegno del Mia verso rigorosi standard etici nello sviluppo e mantenimento delle sue collezioni".
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