Mauro Grassi alla sua prima esperienza da assessore: «Una sfida avvincente» «Guardi, dopo quel che ho passato nella mia vita professionale devo avere poca paura di tutto». Si presenta così Mauro Grassi, nuovo super assessore a urbanistica e ambiente. Abito blu scuro, niente cravatta, scarpe da ginnastica, cinque figli «ma single», in tasca due lauree in economia e statistica («con lode, ci tengo») e una lunga esperienza da dirigente in Regione: dal 2000 al 2005 alla direzione di cultura, formazione e lavoro; fino al 2011 anche assetto del territorio e ambiente. Gli stessi settori che gli ha affidato solo ieri il sindaco. Perché a dirla tutta «fino a poche ore fa ero convinto di venire a fare il direttore generale, è la prima esperienza da assessore, sarà una sfida». Per un po' farà il pendolare: «Sto pensando di comprarmi una moto per evitare i guai della Fi-Pi-Li, ma poi cercherò un appartamento». Accento fiorentino, decisionista, schietto, un «moderato riformista del Pd», potrebbe già essere una bella gatta da pelare per qualcuno: «Avevo 800 persone sotto di me, quando c'è da lavorare non guardo in faccia nessuno, ho spostato tanti dirigenti dal loro posto. Ma alla fine sono uno buono». Dalla Regione è venuto via sbattendo la porta dell'assessore dipietrista Anna Marson, e non ne fa mistero: «Lei si preoccupava troppo del se, io del come si fanno le cose...». Poi prova la battuta: «Se c'è una veneta in giunta regionale ci può stare un fiorentino nel Comune di Livorno». Già, ma con quali obiettivi? Aprire ai privati (con garanzie). Il nuovo capo dell'urbanistica dice subito che «il punto nodale sarà ridisegnare il rapporto tra pubblico e privato. Un rapporto dolente nel nostro Paese, in realtà rappresenta il futuro. O apriamo le porte ai privati in modo concreto, trasparente e vantaggioso o questo Paese si ferma». E aggiunge: «In un anno potremmo essere costretti a cose turche per far quadrare i bilanci e garantire i servizi. Il nostro compito è disegnare città vivibili, fondate su uno sviluppo sostenibile: se viene un investitore va accompagnato». Grassi parla di «governare e non demonizzare» l'apertura ai privati: «Prendiamo questo diavolo per le corna con trasparenza e onestà, altrimenti si arriva alla stasi». I comitati? Finché sono costruttivi... «Ci sono troppe opere legate all'energia e infrastrutture ferme per contrasti con i comitati...». Che a Livorno sono parecchi. Gli anti-discarica del Limoncino, per esempio, ieri dovevano raggiungere in massa il consiglio. Poi si dice abbiano fatto dietrofront proprio per prendere le misure del nuovo assessore all'ambiente che, fra parentesi, è l'uomo pensato anche per risolvere il problema degli annessi agricoli (di cui si è già occupata la Regione). In Comune arriva solo la portavoce, Rosaria Scaffidi. «Io odio il rimando - mette in chiaro Grassi - è una forma di deresponsabilizzazione. Se i comitati pongono problemi reali bene, altrimenti piacere di averli conosciuti». E se il buongiorno si vede dal mattino... J.G. Cosimi cerca alleanze con privati e Rossi Su piano urbanistico e aziende partecipate è iniziata la grande partita LIVORNO. Sono le due mosse finali sullo scacchiere della giunta a spiegare forse più di ogni altra parola cosa ha scatenato la crisi interna alla maggioranza e alla squadra di governo. La prima: il sindaco Alessandro Cosimi tiene per sé (almeno per ora) la delega alle società partecipate che era dell'assessore Claudio Ritorni. «Perché - dice davanti ai consiglieri di Palazzo Civico riuniti per la prima volta dopo il "congelamento" di agosto - la situazione che si sta determinando in seguito alla manovra del governo, ad esempio con la robin tax e l'annunciata privatizzazione delle società pubbliche locali, esporrà le partecipate a forti pressioni». Altro che variante (seppur delicatissima) della Ceschina: il vero nodo nel rapporto naufragato con Ritorni sono proprio le partecipate (Asa, Atl, Aamps, ecc.). In molti ripetono che l'ex assessore aveva presentato al sindaco un "piano di salvataggio" fatto di privatizzazioni e razionalizzazioni che la coalizione - con Sel e Idv - non avrebbe retto. Le partecipate sono state offerte anche all'assessore Paola Bernardo che a poche ore dall'appuntamento in consiglio ha però rifiutato. Ed ecco il secondo punto: Bernardo, ormai era scontato, ha perso la delega principe all'urbanistica, che è andata all'ex dirigente della Regione Toscana, Mauro Grassi. Nelle mani di Grassi, da ieri, c'è anche l'ambiente: insomma, i due pilastri (e le grane) dell'azione amministrativa, oltre alle partecipate. Perché? Di Bernardo, Cosimi si limita a dire che «ho fatto una scelta diversa, ma il giudizio è positivo, infatti le ho dato anche il patrimonio». Lei, in evidente disagio, dice solo: «Sento di non dover mollare». Per l'ambiente non ci vuole molto a capire che forse Cosimi non lo ha ritenuto "adatto" al nuovo vicesindaco: al posto di Cristiano Toncelli Idv ha voluto, come annunciato, Luca Bogi. Lo stesso che da presidente della commissione ambiente in Provincia ha prodotto il documento finito in Procura sulla discarica del Limoncino. Grassi, ripete il sindaco, «ha un alto profilo tecnico e politico, è un economista esperto di urbanistica: quello che ci serviva». Ma anche, aggiungiamo noi, ha un mare di relazioni in Regione. Cosimi lo dice neppure troppo tra le righe quando - presentando al consiglio il documento programmatico varato dalla maggioranza - parla di futuro del porto, trasporto pubblico, energia, rifiuti, lavoro: «Il rapporto con la Regione è un punto nodale». Perché, solo per fare qualche esempio, il trasporto pubblico tra poco sarà gestito su scala toscana e «l'escavo dei fondali del porto è stato finanziato dalla Regione, anche se sarebbe toccato al governo». Insomma, di questi tempi tempi, molte partite si giocheranno su scala regionale, più che locale. Ecco perché se nell'operazione Grassi c'è chi vede la mano di Firenze su Livorno, c'è anche chi vede soprattutto le braccia di Livorno tese verso Firenze. Juna Goti
LIVORNO. Cerco investitori per una città più bella e vivibile
Il nuovo super assessore a urbanistica e ambiente di Livorno, Mauro Grassi, ha presentato il suo piano per ridisegnare il rapporto tra pubblico e privato. Ha affermato che il futuro del Paese dipende da aprire le porte ai privati in modo concreto, trasparente e vantaggioso. Ha anche detto che il suo compito è disegnare città vivibili, fondate su uno sviluppo sostenibile. Il sindaco Alessandro Cosimi ha tenuto per sé la delega alle società partecipate, che era dell'assessore Claudio Ritorni, e ha spiegato che la situazione che si sta determinando in seguito alla manovra del governo esporrà le partecipate a forti pressioni.
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