La proposta dell'Assemblea cittadina per arricchire il centro storico terremotato L'AQUILA. L'Aquila deve rinascere più bella di prima, con tutti i suoi monumenti che rendevano il centro storico uno dei più interessanti d'Italia. Lo chiede l'assemblea cittadina, riunita ieri nel tendone di piazza Duomo. I relatori si sono incontrati per illustrare gli strumenti legislativi con cui si dovrà ottenere: la legge 71749. Rispolverata una legge per il prelievo dei 2 dalle somme destinate alle ristrutturazioni Si tratta di una legge arricchita nel 2006 di alcune linee guida, che prevede che il 2 per cento del valore della realizzazione o ristrutturazione di un'opera pubblica, venga destinato all'abbellimento dell'edificio. Ma a una condizione: che il palazzo venga arricchito con un'opera d'arte contemporanea. Due gli obiettivi che l'assemblea cittadina intende raggiungere: l'abbellimento della città da un lato, e l'inserimento nel contesto urbanistico di opere d'arte contemporanee, di cui la città è quasi priva, dall'altro. L'assemblea cittadina ha ribadito l'importanza dell'applicazione di questa legge in vista della candidatura dell'Aquila a capitale della cultura nel 2017 e ha chiesto che si faccia ricorso, per la scelta delle opere, a bandi di concorso nazionali e internazionali. Fra i relatori ieri sera c'era anche Sergio Nannicola, docente dell'Accademia di Brera, che ha sottolineato la necessità «di coinvolgere gli artisti nella fase della progettazione. Lo scopo è quello di inserire le opere d'arte in modo non casuale». Un richiamo alla legge del 2 per cento è contenuta anche nella proposta di iniziativa popolare per L'Aquila, che approderà in Parlamento in autunno. La moderatrice dell'assemblea, Pina Lauria, ha insistito sulla necessità che l'Abruzzo si doti di una legge che richiami i principi della 717. «Lo ha fatto anche l'Emilia Romagna, applicando la norma su carceri, scuole e ospedali», ha detto. «Deve passare il concetto di arte nelle opere pubbliche», ha aggiunto il critico, Antonio Gasbarrini, «perfino le rotonde dovrebbero essere abbellite, ma non a caso. All'Aquila l'arte contemporanea è ferma al Ventennio fascista», ha spiegato, «il terremoto può essere l'occasione per colmare questo vuoto». La legge permetterebbe, a giudizio dei relatori dell'assemblea cittadina, di evitare che «L'Aquila diventi una "discarica" per opere che gli altri non vogliono». All'incontro ha partecipato anche il vice commissario per la tutela dei Beni culturali, Luciano Marchetti, che ha accolto la progettazione integrata fra professionisti e artisti per dotare la città di opere d'arte.
L'Aquila. Opere d'arte contemporanee per abbellire gli edifici pubblici
L'Assemblea cittadina di L'Aquila ha proposto di arricchire il centro storico terremotato con opere d'arte contemporanee. La legge 71749 prevede che il 2% del valore della realizzazione o ristrutturazione di un'opera pubblica venga destinato all'abbellimento dell'edificio, ma con la condizione che il palazzo venga arricchito con un'opera d'arte contemporanea. L'assemblea ha chiesto che si faccia ricorso a bandi di concorso nazionali e internazionali per la scelta delle opere. I relatori hanno sottolineato la necessità di coinvolgere gli artisti nella fase della progettazione per inserire le opere d'arte in modo non casuale.
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