Le Rsa dell'Ales (Filcams, Fisa-scat, Uiltucs e Ugl) comunicano di aver indetto due presidi di protesta e volantinaggio presso il Palazzo Reale a Napoli e gli Scavi archeologici di Pompei per il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano. I sindacati in caso di mancata convocazione al ministero per i Beni artistici proclama, fin da ora, lo sciopero ad oltranza a partire dal 7 gennaio con presidio permanente presso la sede del MiBac a Roma. «Dopo l'inspiegabile accantonamento dell'emendamento alla finanziaria 2005 - dicono i sindacati in una nota ufficiale -, che prevedeva il rinnovo dei contratti di servizio per normali attività di istituto tra il MiBac e l'Ales, che avrebbe consentito ai lavoratori di conservare il proprio posto di lavoro, appare ormai evidente che gli azionisti mirano alla dismissione dei rami operativi dell'azienda, nonostante che questa abbia raggiunto, grazie all'impegno dei suoi lavoratori, elevati livelli di efficienza e specializzazione comprovati dall'ottenimento delle certificazioni di qualità e delle attestazioni Soa». «Le Rsa - dicono i sindacati - si chiedono: sull'altare di quali inconfessabili verità si sta decidendo di sacrificare i diritti acquisiti dei lavoratori Ales? Gli stessi, presunti sforzi compiuti dal Ministero del Lavoro, per reperire risorse e strumenti miranti a garantire continuità e stabilizzazione per i lavoratori Ales, non sono finora bastati. È, inoltre, paradossale ed inaccettabile - concludono i lavoratori - che sebbene sia comprovata l'indispensabilità dei servizi offerti attraverso i lavoratori ex Lsu, il MiBac continui a distinguersi solo per la sua latitanza rispetto alla necessità di individuare una soluzione equa».