Le sue opere erano state commissionate, pagate, e installate nella stazione del metrò del Rione Alto. Poi per una decisione del consigliere di Bassolino, Achille Bonito Oliva, furono coperte e danneggiate da quelle dell'artista inglese David Tramlett. Renato Di Fiore, pittore e scultore vomerese, si sentì umiliato da questo atto e fece ricorso. In base ad una perizia, risultata poi errata, il pubblico ministero chiese l'archiviazione del caso. Ma il gip, Michelangelo Petruzziello, ha rinviato tutto al pubblico ministero: «Non può essere condivisa la richiesta del Pm - scrive il gip nella ordinanza - Dai pochi atti di indagine compiuti sembra emergere che le opere scultoree di Di Fiore sono state definitivamente distrutte dopo essere state incautamente danneggiate». Il gip dice a chiare lettere che «al Di Fiore debba riconoscersi la veste di persona offesa dal reato». Il caso è stato quindi affidato al pubblico ministero Fortunata Volpe che ha chiesto una nuova perizia, affidata all'architetto Lea Angino. Ebbene da questi nuovi rilievi emergono dati interessanti, che erano stati completamente ignorati nella perizia precedente (di Renaldo Fasanaro). «Appare evidente la manomissione dei due bassorilievi», e si avanza l'ipotesi che il danneggiamento non riguardi solo alcune parti della scultura. La prossima udienza del processo si terrà a gennaio. Oltre al procedimento penale in corso nel quale l'arista è difeso dall'avvocato Gennaro Rizzuto, è in corso anche una causa civile nella quale Dio Fiore è difeso dall'avvocato Angelo Pisani. In questo è stato richiesto un maxirisarcimento di 500mila euro per il danno esistenziale e 500mila euro per il danneggiamento delle opere. Il danno esistenziale si fonda oltre che sul danno di immagine subito dall'artista, umiliato dalla scelta di un altro scultore, le cui opere sono state sovrapposte alle sue, anche per le gravi ripercussioni che questa vicenda ha avuto sulla salute di Di Fiore, costretto a sottoporsi a delle cure psichiatriche per le quali deve prendere continuamente dei farmaci. Questo stato psicologico ha compromesso inevitabilmente l'attività artistica di Renato Di Fiore.
Metrò, arte distrutta: c'è la perizia
Un artista, Renato Di Fiore, ha fatto ricorso per il danneggiamento delle sue opere scultoree nella stazione del metrò del Rione Alto. Le opere erano state commissionate, pagate e installate, ma furono poi coperte e danneggiate da quelle di un altro artista, David Tramlett. Il pubblico ministero ha chiesto l'archiviazione del caso, ma il gip ha rinviato tutto al pubblico ministero. Una nuova perizia ha rivelato che le opere di Di Fiore sono state manomesse e che il danneggiamento non si limita a poche parti della scultura.
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