Orio Vergani di Startmilano: «Con questa crisi è più fattibile» UN WEEKEND lungo, anzi, quattro giorni, a tutta arte. Contemporanea, per il piacere, non sempre, certo, della sorpresa. Domani parte Startmilano. Con l'inaugurazione congiunta delle mostre nelle 37 gallerie del circuito, poi aperte sino alle 21. E con grande soddisfazione di Orio Vergani, che di Startmilano, l'associazione che promuove la manifestazione, è dinamico vicepresidente. Vergani, Startmilano sesta edizione: una presenza ormai consolidata «Sì. Direi che siamo entrati nella tradizione. E nelle aspettative degli appassionati milanesi che attendono la terza settimana di settembre per festeggiare il riavvio della stagione espositiva. Un po' come il primo giorno di scuola. Anche per noi». Novità? «Non poche. Per esempio, grazie al patrocinio della Fondazione Cariplo, sabato, alle 19, al Museo Pecci, sede di Milano, in Ripa di Porta Ticinese 113, s'inaugurerà PlayStart, mostra che presenta una selezione di video d'artista. Rimarrà in cartellone una settimana ed è un interessante sguardo sul "media video" e su come è stato usato da artisti di tutto rispetto come Tuttofuoco o Baruchello». «Ormai siamo entrati nelle aspettative degli appassionati» Nuova anche la collaborazione con la Fabbrica del Vapore? «Con loro avevamo già lavorato, ma avevano solo ospitato una mostra prodotta da noi. Quest'anno, invece, la Fabbrica, venerdì, quando tutte le gallerie saranno visitabili sino alle 22, prolungherà l'apertura della mostra di Anish Kapoor sino a mezzanotte. Una collaborazione, quella della Fabbrica, che ci fa molto piacere: un riconoscimento paraistituzionale». La consueta tavola rotonda? «Anche. Sabato, alle 15.30, alla Fondazione Stelline, corso Magenta 59, "Fare impresa nell'arte contemporanea": meeting aperto al pubblico che vedrà esperti nazionali e internazionali confrontarsi sulle relazioni fra "art-making" e impresa». Vergati continuale a considerarvi l'alternativa all'assente Museo dei Contemporaneo? «Sono state le gallerie private a far vedere a Milano innumerevoli artisti dagli anni Cinquanta a oggi. Per non parlare di quelli nati e cresciuti in città. Certo, noi ci siamo coalizzati per rimediare a un'assenza. Oggi, dopo questi primi sei anni, siamo giunti alla conclusione che la cosa migliore per Milano sarebbe iniziare a usare il Pac come ciò che è stato e che dovrebbe essere. Con un direttore degno di questo nome, Con quattro mostre all'anno curate molto bene a livello scientifico. Il Museo a Citylife? Con la crisi che morde, meglio far ripartire il Pac: costerebbe poco». Boeri ha già accennato a una collaborazione fra il Pac e la londinese Serpentine Gallery. «Sarebbe un'ottima iniziativa. A proposito di londinesi: posso anticipare che il prossimo anno entrerà in Startmilano anche la prestigiosa Lisson Gallery». Crisi, si diceva: il contemporaneo resiste? «Meno bene di prima, ma resiste. Chi soffre di più sono i giovani artisti in ascesa. Chi è arrivato è una fonte sicura». Giunta Pisapia, assessore Boeri: il giudpmo dopo i classici cento giorni? «Mie parsa una partenza morbida. E dai segnali arrivati direi che Pisapia e Boeri possono fare molto bene».