Inutile tentare di scaricare dal portale del Comune la lista delle necessità per i restauri: non funziona Le cifre esatte degli interventi e le tante «sorprese» Appena qualche giorno fa il sindaco Renzi fece il beau geste: annunciò urbi et orbi «la ricerca di sponsor per il finanziamento di opere pubbliche su beni immobili del Comune di Firenze». In pratica proclamò la necessità di trovare soldi di provenienza privata per i tanti beni del Comune che necessitano di cure più o meno impellenti. Renzi indicò anche l'indirizzo web cui scaricare le (60) schede dei vari restauri e le loro caratteristiche salienti: http:www.comune. fi.itschedesponsorschedesponsor.zip. Cialtroneria 1.0 - Nella stessa conferenza stampa Renzi tuttavia si «dimenticò» di indicare a quanto ammontano gli importi dei vari restauri. Così abbiamo provato a scaricarcele tutte, quelle schede, ma inutilmente: fino a ieri pomeriggio (mercoledì) non era possibile. Allora ci siamo recati «di persona» all'Ufficio tecnico del Comune che gestisce la faccenda e abbiamo richiesto la copia telematica dei tanti documenti scoprendo che si tratta di un file «zippato» (cioè compresso) di oltre 104 megabyte, un'enormità. La pesantezza del documento è causata dalla poca perizia nell'utilizzo dei programmi del computer (l'inserimento delle immagini in file di word senza poi creare una versione in pdf assai più leggera), col risultato di rendere impossibile al potenziale sponsor di farsi un'idea di dove, come e quanto destinare fondi ai restauri. Ora s'impone la domanda: si tratta solo di cialtroneria telematica o questa impossibilità di scaricare i documenti è «calcolata» per accusare - magari tra un paio di anni, quando chiaramente nessuno si sarà interessato a quei restauri - i privati di insensibilità, taccagneria e ignoranza? Noi propendiamo per la prima ipotesi perché passandoci in rassegna tutti e 60 i file, sommando le cifre dei soldi necessari per i restauri e facendo altre «scoperte«, ci siamo resi conto che se c'è una cosa che a Palazzo Vecchio (e negli uffici tecnici del Comune) non sanno fare è proprio il fundraising, cioè la ricerca di fondi, cioè il motivo per cui, in pompa magna, appena qualche giorno fa Renzi aveva fatto il beau geste. Cifre da capogiro - Per restaurare i beni immobili della lista fornita dall'Ufficio tecnico del Comune di Firenze servono oltre 37 milioni di euro. Una cifra notevolissima, ancor di più di fronte alla politica della Giunta Renzi che ha tagliato inesorabilmente i fondi alla cultura e ai restauri (dando la colpa al Governo) ma ha «scelto» di mantenere (se non di aumentare) i propri stanziamenti per il Maggio Musicale fiorentino, un altro bene comune (non immobile) che ha tanto bisogno di restauri. E di tagli. Ma i suddetti 37 milioni di euro sono una somma arrotondata per difetto, giacché in 3 casi (Ponte San Niccolò, Parterre e la scuola Capuana delle Piagge) i preventivi non sono disponibili. Quindi possiamo tranquillamente parlare di una quarantina di milioni di euro l'intero ammontare dei fondi necessari per restaurare una sessantina di beni immobili di competenza del Comune. A questo punto le domande proseguono impellenti: ma perché si presenta una lista di necessità «incompleta» quando si sa bene che un potenziale sponsor vuol conoscere soprattutto la somma necessaria per un restauro? Non era meglio aspettare di averli tutti i numeri? O forse il sindaco aveva necessità e fretta «di apparire»? Vediamo le somme: si oscilla dai 20mila euro necessari per restaurare la Colonna di San Zanobi in piazza Duomo all'iperbolica cifra di 6 milioni di euro che occorrono per dotare il polo scolastico di Santa Maria a Coverciano di palestra, auditorium, asilo nido e scuola dell'infanzia. Mi chi potrebbe mettere una cifra del genere? Ha un senso chiedere un simile ammontare a degli sponsor privati? Mah. Tuttavia le sorprese continuano. Per restaurare la Fontana di Nettuno, in piazza della Signoria, serve un milione di euro, e allora tornano a mente le parole del vecchio direttore delle Belle arti del Comune, architetto Cini, che tante volte si era scagliato contro il precedente sindaco Domenici che puntualmente, in sede di bilancio preventivo cancellava le voci inerenti l'opera di Ammannati. Allo stesso tempo per completare gli interventi al Museo Stibbert servono quasi 3 milioni di euro, più o meno la stessa cifra occorrerebbe per il Forte Belvedere e 2,3 milioni per le Oblate. E un altro milione se ne andrebbe, cadauno, per la Torre della Zecca, l'asilo ex-Meyer e per tutto il Parco delle Cascine. Per non parlare poi dell'inserimento, tra le «necessità» anche fondi occorrenti per i servizi e impianti per cerimonie in Palazzo Vecchio, stimati in 11 mila euro al mese. L'ultima sorpresa: cialtroneria 2.0 - Ma la ciliegina sulla torta di questa storia curiosa arriva alla fine, all'ultimo documento, il numero 60. Aprendolo, leggendo le note scritte e guardando la foto annessa, ci pare di averlo già visto. Sensazione giusta: è la «copia» del numero 42 e si riferisce - in entrambe i casi - all'asilo ex-Meyer. È la conferma dell'alto tasso di cialtroneria che contraddistingue l'intera operazione.