La multinazionale fornisce le scene per "Campanello" e "Gianni Schicchi" Co-marketing con il colosso svedese, nel patrimonio va una parte di Villa Gruber QUASI certamente ci saranno la libreria Billy e la poltrona Poang, venduti in milioni di esemplari in tutto il mondo: ma mai apparsi, sinora, sulla scena di un teatro lirico. LIkea entra per la prima volta allOpera garantendo al Carlo Felice di Genova, in faticosa quanto fantasiosa ricerca di nuove entrate per salvarsi dal commissariamento e arrivare al pareggio di bilancio, gli allestimenti per "Il Campanello" di Gaetano Donizetti e il "Gianni Schicchi" di Giacomo Puccini, al debutto il prossimo 11 novembre con la regia di Rolando Panerai. «Ci sono arredamenti Ikea in ogni casa dEuropa, e visto che poichè la lettura della farsa e della terza parte del Trittico, che si svolgono entrambi in una stanza, è in chiave contemporanea, ci sembra una ottima idea» chiarisce Marta Vincenzi, sindaco e presidente della Fondazione Carlo Felice, che presentando la stagione abbonamenti insieme al sovrintendente Giovanni Pacor, ha accettato la proposta di allestire le due scene con i famosi economici mobili del colosso svedese. «E una forma di co-marketing - ha spiegato Pacor - che nessuno ha mai sperimentato e che speriamo sia di esempio ad altre aziende». Addio lustrini, arrivano le scene low cost? Ovviamente, sottolinea Pacor, va sempre garantita la qualità, anche se a costi contenuti. E in ogni caso la prima volta che la multinazionale svedese partecipa concretamente ad un progetto in un teatro lirico: niente logo gialloblu in scena (su manifesti e programmi di sala probabilmente sì) ma arredi molto "casalinghi". E il teatro risparmierà. I soldi ci sono, allora? «Siamo sulla buona strada», annuisce la Vincenzi: obiettivo, come spiega il sovrintendente Giovanni Pacor, «un leggero utile», che superi i 3,5 milioni fissati come pareggio di bilancio. Per raggiungerli, anche la strada della "dote" immobiliare (che però deve avere il via libera del ministero e del consiglio comunale): passa a disposizione del Carlo Felice la palazzina dismessa di Villa Gruber che il Comune aveva già messo nel patrimonio in vendita da tempo e che finora non ha trovato acquirenti, nonché un magazzino in corso Europa che ospiterà arredi e materiali del Teatro, sostituendo quello in affitto a Busalla: altri 100 mila euro risparmiati e, chissà, uno "sbarazzo" di vecchie scene e costumi. Villa Gruber, peraltro, potrebbe diventare la sede "estiva" del Teatro, spiega la Vincenzi rivelando il suo sogno: utilizzare la Villa di Castelletto come una sorta di "Versiliana", in cui far proseguire la stagione, tra concerti e incontri. E nella palazzina (valore stimato sui 3 milioni di euro) potrebbe trovare posto una volenterosa concessionaria: per ventanni o più, magari una società che organizzi eventi, pubblici e privati. La Villa, ovviamente, resta pubblica. Intanto il Teatro congela i prezzi degli abbonamenti per la stagione 2011-2012 (con caloroso invito ai genovesi a farsi avanti e ai fedelissimi a ornare) e aumenta del 5 biglietti singoli e pacchetti. e se lassessore regionale al Turismo Angelo Berlangieri annuncia dal canto su di aprire il portafoglio e pagare un abbonamento, si confida che il (buon) esempio sia seguito da altri politici: la Vincenzi sottolinea, a margine, che lei di abbonamenti ne paga regolarmente due, per sé e la figlia Malvina. Insomma lunico commissario che si vuole vedere allOpera è Montalbano, sospira Pacor, riprendendo la battuta che ha annunciato larrivo, invece, di Andrea Camilleri: che nel mese di maggio dirigerà la "sua" Cavalleria Rusticana («Unopera che ha nel Dna») insieme ad una sua novella ("Che fine ah fatto la piccola Irene?") musicata da Marco Betta.