Da domani a domenica cinquanta "pensatori" tengono lezione in piazza allombra della Ghirlandina Nature liquide, vegetali, animali, volatili. Scorrendo i menù filosofici, si capisce che questanno il palato, ma anche la mente, saranno messi a dura prova. Perché si tratterà di scegliere quale natura proteggere, divorare, ricreare, contaminare. La sfida di Festival Filosofia di Modena ruota attorno alla conoscenza della Natura, quella con la N maiuscola, in tutti i suoi molteplici aspetti, armonici e conflittuali. «La natura ama nascondersi», recita uno degli aforismi di Eraclito scelti per magliette e gadget. A svelarne i rifugi saranno gli oltre 50 pensatori invitati al consesso di tre giorni che, da domani a domenica, occupa la triade padana Modena-Sassuolo-Carpi. Uno dei festival più longevi arrivati allundicesima edizione, con un crescendo di iniziative e presenze che non conoscono crisi. «La filosofia è tanto più viva quanto più include i modi di pensare altrui», spiega Remo Bodei, uno dei padri del festival, ora presidente del Comitato scientifico del Consorzio. I «modi di pensare» hanno nomi e cognomi importanti: Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Roberta De Monticelli, Maurizio Ferraris, Umberto Galimberti, Carlo Galli, Sergio Givone, Salvatore Natoli, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Emanuele Severino, solo per citarne alcuni. Folta anche la presenza dei filosofi stranieri con i francesi Jean-Robert Armogathe, Pierre Donadieu e Marc Augé, i tedeschi Gernot Böhme, Manfred Frank, Wolfgang Schluchter e Christoph Wulf, gli spagnoli Felix Duque e Francisco Jarauta, e ancora Zygmunt Bauman, Alva Noë e Vandana Shiva. Tutti chiamati a confrontarsi sulle varie declinazioni della natura, passando dal rapporto tra natura e cultura alle metamorfosi del corpo, dal futuro del paesaggio alle politiche (o non politiche) della natura fino alle frontiere del biodiritto. Dentro la cornice di pensiero si innestano gli altri eventi seguiti dal pubblico con la medesima partecipazione delle lectio magistralis. Oltre quaranta le mostre proposte, tra le quali la prima grande retrospettiva dedicata al fotografo americano Ansel Adams, una personale di Davide Benati, , una galleria degli «indistinti confini» della metamorfosi, da Cranach a Picasso, passando attraverso strisce di fumetti e spezzoni cinematografici, i disegni di Toccafondo per le avventure di Pinocchio. Altrettanto stimolante è il programma spettacolare con letture e reading di e da Gianni Celati, Carlo Lucarelli, Ermanno Cavazzoni. La musica vede protagonisti Elio (delle Storie Tese) calarsi nei panni e nella voce di Figaro, in una libera riduzione del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini e Giovanni Allevi improvvisare un dialogo musicato con Federico Taddia.