Va dove ti portano gli enti locali. Uno slogan per il viaggiatore di oggi, «affamato» di cultura e particolarmente sensibile alla bellezza dei centri minori, dove il cuore dell'Italia batte forte. Un turista sempre più esigente, consapevole e curioso, disposto sì a fare chilometri e chilometri per ammirare le meraviglie degli Uffizi o il David della Galleria dell'Accademia, ma attento anche all'offerta che viene dai piccoli comuni, molti dei quali ancora fuori dai grandi flussi tradizionali. È questo il turismo culturale che potrà arricchire il nostro Paese e i protagonisti assoluti del cambiamento sono proprio le autonomie locali. E proprio ieri, a conclusione della seconda conferenza nazionale degli enti locali svoltasi a Firenze, è stata avanzata al governo la proposta di concordare insieme la destinazione del fondo ai Beni e alle Attività Culturali derivante dalla quota del 3 per cento in Finanziaria degli investimenti per le infrastnitture. I dati parlano da soli: molte amministrazioni comunali, provinciali e regionali hanno conseguito importanti successi, dimostrando di essere in grado di innescare un positivo processo di sviluppo e di crescita, anche economica, del territorio, facendo registrare, in controtendenza rispetto ai dati statali, un incremento dei musei minori e di quelli comunali. E visto che la stragrande maggioranza delle strutture del patrimonio culturale appartiene agli enti locali (i musei di proprietà dei Comuni sono ben 1538, pari al 43,4 per cento) la sfida non facile che attende l'Italia sta nell'individuare strategie in grado di orientare e soprattutto disciplinare il «traffico turistico» per un rilancio di tutto il patrimonio ambientale, archeologico, artistico e monumentale. Firenze, la meta più ambita del turismo internazionale, dove l'abbuffata d'arte è un must, non a caso è stata scelta come sede per la tre giorni della «Conferenza Nazionale degli assessori per la cultura e il turismo»: nella "città-giacimento" di tesori artistici, che da tempo lavora alla scoperta di percorsi alternativi e complementari, è stato sottoscritto un documento programmatico per la valorizzazione degli enti locali e della cultura, in cui l'apporto economico dei privati può diventare un'arma incoraggiante di crescita. Il patto propone, tra l'altro, di «rafforzare i valori della cultura quale base fondamentale di ogni processo di sviluppo democratico e civile», di «recuperare le identità locali» e di «attivare iniziative di sostegno e valorizzazione delle tradizioni e delle manifestazioni storiche e artistiche locali». Esemplare in tal senso il progetto pilota dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, «Piccoli Grandi Musei»: l'obiettivo è far nascere un grand tour tra i cosiddetti musei minori, che meriterebbero di entrare nell'agenda del cittadino e degli appassionati, di essere maggiormente conosciuti e studiati. Dalle periferie al centro, dalle campagne al mare, il Belpaese ha tutte le potenzialità per mostrare un altro volto al turista in cerca di cose mai viste. Da qui parte la sfida. È sul viale del tramonto il «mordi e fuggi» la città. Il modo di fare vacanza sta cambiando, tanto che già si parla di passaggio dalla sindrome di Stendhal a quella di Herman Hesse, ossia il desiderio di «fare un turismo autentico», vivere la città, capirne gli usi e i costumi. A Firenze, tra le offerte a misura del visitatore sono state presentate le card dell'arte: un pacchetto unico con trasporti pubblici, musei e servizi culturali. «In Campania - ha ricordato Maurizio Barracco, presidente di Federculture, tra gli organizzatori della Conferenza Nazionale - con questo strumento si è registrato un incremento del 17 per cento dei visitatori e ben il 92 per cento è andato nei musei minori».