Recuperata un'antica villa romana Premio internazionale per Pollena POLLENA - Non era stata la lava del Vesuvio nel 79 d.c a seppellirla, perché era stata costruita poco tempo dopo la tempesta di cenere e lapilli, smentendo secoli di affermazioni sullo spopolamento post-eruzione dell'area. Ma era affogata sotto una coltre di rifiuti, col demone munnezza vero sterminatore, peggio del celebre Vulcano. A riportare alla luce una villa romana con terme, parzialmente distrutta al momento della scoperta, nel febbraio 1988 e diventata discarica abusiva, sono stati il Comune di Pollena Trocchia (Napoli) e alcuni archeologi. Che oggi saranno premiati con l'Heritage prize 2011 a Oslo, come riconoscimento al recupero dell'antico sito. E la European association of archelogists, principale associazione europea degli archeologi, a conferire l'onorificenza al sindaco Francesco Pinto, e all'archeologo Girolamo Ferdinando De Simone, della University of Oxford e direttore dell'Apolline Project (così è stato battezzato il progetto di recupero). Nel mese di agosto si è conclusa con successo la sesta campagna di scavo in località Masseria De Carolis. Per cinque settimane, 77 studenti provenienti da numerosi Paesi del mondo fra i quali Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Spagna, Polonia, hanno riportato alla luce frammenti del passato: alcuni elementi decorativi in stucco, i pavimenti delle terme romane, il pozzo usato fino all'ultimo giorno prima dell'eruzione. La scoperta più importante di quest'anno consiste nel rinvenimento di alcuni marchi di fabbrica sul pavimento degli ambienti termali. Attraverso i marchi è possibile datare la costruzione delle terme a solo alcuni anni dopo l'eruzione di Pompei del 79 d.C. Una scoperta rivoluzionaria, perché finora si pensava che l'intero territorio vesuviano fosse rimasto disabitato per molte generazioni, almeno fino alla metà del II secolo d.C., prima che gli antichi romani decidessero di tornare ad abitarci. L'Heritage Prize viene assegnato ogni anno «all'individuo o istituzione per il contributo straordinario mostrato nel proteggere e divulgare i Beni Archeologici in Europa». Contrariamente alla prassi, il premio quest'anno non è stato assegnato ad un professore universitario come riconoscimento di una lunga carriera, ma a due trentenni, che insieme stanno cambiando il volto del piccolo Comune sul versante nord del Vesuvio. Si riconosce l'eccezionale sforzo posto nel recupero, scavo e restauro della villa. La villa fu scoperta nel febbraio del 1988 durante alcuni lavori edilizi. Quando con i mezzi meccanici si cercò di distruggere il sito, e tracce della benna meccanica sono ancora visibili sulle murature. Poi intervenne la Soprintendenza Archeologica, che bloccò lo scempio e recintò il sito. L'area venne però presto abbandonata.
Pollena (NA). Quella piccola Pompei che era una discarica
Un'antica villa romana è stata recuperata a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli, grazie al recupero e scavo condotto dal Comune e da archeologi. La villa, con terme parzialmente distrutta, era stata sepolta sotto una coltre di rifiuti e era stata considerata affogata dal Vesuvio nel 79 d.C. Tuttavia, i marchi di fabbrica trovati sul pavimento degli ambienti termali hanno permesso di datare la costruzione delle terme a solo alcuni anni dopo l'eruzione. La scoperta è stata riconosciuta con il premio Heritage Prize 2011, assegnato all'individuo o istituzione che ha contribuito in modo straordinario alla protezione e divulgazione dei Beni Archeologici in Europa.
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