Il solito vandalo che saccheggia un bene del nostro patrimonio storico-artistico. La solita incredulità di circostanza a dominare i commenti nei mass-media, la solita domanda in sospeso: il patrimonio è davvero tutelato? È successo anche con lo sfregio alla Fontana del Moro di Piazza Navona, per fortuna di poca entità, nuovo capolavoro dell'idiozia umana, oggi malata anche dell'esibizionismo paranoico con cui le nullità vorrebbero guadagnarsi il palcoscenico. Ed eccola, immancabile, la domanda fatale. Ma cosa vorrebbe dire patrimonio tutelato? Che la Fontana del Moro dovrebbe essere messa sottovetro infrangibile, o attorniata di antifurto che farebbero scattare i cecchini dai tetti di Piazza Navona? A parte i costi paurosi, quello sarebbe patrimonio ibernato, da caveau di banca, sottratto alla vita ordinaria delle persone per cui quel bene è stato creato. Bisogna fare i conti con i numeri, che sono molto più reali di certe idee del mondo: in una città di due milioni e mezzo di abitanti, frequentata da miriadi di turisti, è impossibile che non esista un esibizionista come quello della Fontana del Moro. Si dovrebbe blindare Roma per evitare danni, negandola di fatto ai milioni e milioni che la vogliono godere per quello che è? Sarebbe fare il gioco dell'idiota, mettendosi al suo stesso livello. L'unico antidoto possibile è che gli idioti siano di meno, combattendoli a colpi di cultura, educazione, civiltà. Perché gli idioti non sono marziani, stanno regolarmente fra di noi. Soprattutto quando continuano a fare certe domande.