ATTESI, annunciati, faticosamente aggiudicati, gli scavi del Foro di Augusto sono infine partiti: l'avvio ufficiale ieri con i giornalisti in cantiere a vedere con i loro occhi che proprio lì stanno per mettere mano gli archeologi con la missione di completare il lavoro iniziato in vista del Giubileo nella grande area archeologica centrale, tra piazza Venezia e la Basilica di Massenzio. Ora è la volta del Foro di Augusto. Presentati dall'assessore Gianni Borgna insieme al sovraintendente comunale Eugenio La Rocca e agli studiosi Riccardo Santangeli, Roberto Meneghini e Lucrezia Ungaro, gli scavi costeranno due milioni e mezzo di euro e dovrebbero durare due anni. Gli archeologi sperano di riportare alla luce tracce del basamento della quadriga imperiale di Augusto e di definire con la pianta della basilica monumentale completa delle due esedre laterali, conferma della funzione pubblica del Foro augusteo. Ritocchi e integrazioni riguarderanno anche i Fori adiacenti: al Foro di Traiano con lo scavo e il ripristino del sistema fognante nella zona meridionale, al Foro della Pace e al Fori di Nerva, al Foro di Cesare dove è stata ritrovata una necropoli protostorica mentre sarà concluso lo scavo della fornace del vasaio del Cinquecento. E apre finalmente al pubblico anche la passerella di Campo Carleo, pronta da tempo ma mai aperta per mancanza di collaudo. Adesso si potrà percorrerla liberamente (tutti i giorni 7-19) dalla via di campo Carleo, una stradina che parte dallasalitadelGrillo, costeggiando i Fori per sbucare su via Alessandrina. «Sono due tappe significative per quello che può essere considerato uno dei più grandi e affascinanti cantieri archeologici al mondo dichiara l'assessore Borgna L'ultimo tratto di scavo con cui vogliamo definire scientificamente la composizione formale dell'area e ricostruire tutta l'area, periodo per periodo. In più, la riapertura della passerella costituisce un transito importante per il quartiere, realizzata a norma per i portatori di handicap». «L'intervento al Foro di Augusto interesserà un'area di circa 800 metri quadrati spiega La Rocca arrivando ad una profondità di circa sei metri dal livello stradale. Da notare che gli scavi eseguiti al Foro di Augusto negli anni Trenta non sono stati corredati da alcuna pubblicazione scientifica e ciò ha fatto sì che rimanessero dei punti oscuri sul suo assetto. Il nostro obiettivo ora è di comprendere la struttura della parte occidentale del foro dove la presenza di una basilica completerebbe la lettura delle due esedre laterali. E un altro obiettivo, non meno importante, è individuare la posizione della quadriga di Augusto che il Senato eresse in onore dell'imperatore come pater patriae». A cose fatte, si dovrà passare alla risistemazione urbanistica dell'area perché sia chiaro che quelle erano le piazze di Roma antica, con le loro funzioni e la loro storia.