Alle 18 nella libreria Feltrinelli la presentazione del libro di Polichetti "Quo vadis, Italia?" Nel Mezzogiorno un sistema esteso basato sulla spartizione tra grandi imprese e prestanome criminali Prima di insediare il Forum delle culture bisogna accertarsi che la bonifica a Bagnoli venga ultimata «Nel 2064 questa regione sarà un deserto. Non lo dico io, ma una perizia del geologo Balestri depositata in Procura di Napoli a marzo 2010: se continuiamo così, con i terreni inquinati fino alle falde acquifere, la Campania sarà morta. Io da cittadino ho scelto di denunciare». Sfidando lapocalisse attraverso le pagine di un libro ("Quo vadis, Italia?", La scuola di Pitagora editrice, 915 pagine, 27 euro: sarà presentato alle 18 da Giustino Fabrizio e Franco Roberti alla Feltrinelli di via San Tommaso dAquino) dai rifiuti tossici ai depuratori non funzionanti, dagli appalti truccati al cemento selvaggio. Un referto storico, che "saccheggia" la cronaca dei giornali, firmato da Antonio Polichetti, 30 anni, ricercatore dellIstituto degli studi filosofici. Che differenza cè tra Nord e Sud di fronte alle iniziative di una azienda come Impregilo raccontate nel libro? «Nessuna. Otto milioni di ecoballe gridano vendetta come gli 81 torrenti prosciugati al Mugello dalla Impregilo per costruire una tratta ferroviaria verso Firenze. Il punto è che cè un sistema esteso in tutto il Paese e più evidente nel Mezzogiorno basato sulla spartizione tra grandi imprese e prestanome criminali». Lo stesso patto tra capitalisti settentrionali e latifondisti meridionali sancito dopo lUnità dItalia? «Sì, con tutte le responsabilità della politica che per esempio nel caso dei rifiuti ha sempre frenato la raccolta differenziata per favorire interessi privati». Dietro lo sfascio non si intravede una luce «Basterebbe ripristinare leggi minime e formare una nuova classe dirigente». Ma non è a causa di troppe riflessioni umanistiche che Napoli e il Meridione scontano questo ritardo? «Noi dellAssise di Palazzo Marigliano e dellistituto di Gerardo Marotta guardiamo allunità delle scienze. Se facciamo una stazione della metropolitana, magari cè da stare attenti perché lì cè un bene archeologico o un dissesto idrogeologico. Allora, mi serve il geologo, larcheologo, lo storico: se mi affido solo allingegnere succede che i lavori si fermano». Il problema è la mancata crescita del Sud. Il Forum delle culture è una "maschera" per nascondere ritardi e sprechi? «Prima di insediare il Forum, bisognerebbe accertarsi che a Bagnoli non restino veleni. E poi: siamo sicuri che cento eventi in un anno producono sviluppo?». Nel libro si attaccano quei professionisti che hanno contribuito a disastri ambientali e architettonici. Gli intellettuali che stavano con Bassolino erano cattivi e quelli che ora appoggiano de Magistris sono diventati tutti buoni? «Le Assise non sono un partito. Certo alcuni come Lucarelli e Iannello hanno deciso di entrare in giunta e consiglio, ma non gli imponiamo cosa fare e allo stesso tempo non li scomunichiamo. Crediamo nella volontà di de Magistris di dar voce alla partecipazione, ma non appena si è posta la questione di Bagnoli abbiamo ripetuto che la colmata deve essere rimossa, la bonifica ultimata».