Dimissioni polemiche di Rosenthal e Ficacci La contesa. Lo screzio sul programma espositivo: in pericolo le iniziative su Melotti e Transavanguardia La destinataria lo definisce «Un atto cortese. Anche se magari potevano aspettare qualche giorno». Giusto il tempo dell'insediamento del nuovo Consiglio d'amministrazione. Certo è che la lettera di dimissioni inviata a Caterina Miraglia, presidente (a sua volta dimissionaria) del Cda della Fondazione Donnaregina, dai due membri del comitato scientifico (Sir Norman Rosenthal, già direttore della Royal Academy, e Luigi Ficacci, soprintendente a Bologna) appare un atto di protesta durissima. Dove quello della presidente (assessore Pdl alla Promozione culturale della Provincia di Napoli) viene definito «un comportamento che ci provoca grave disagio». Tutto ruota intorno al futuro del Madre, il museo di arte contemporanea gestito dalla Fondazione Donnaregina, alla modifica del Cda della Fondazione e del suo statuto con l'ingresso dei privati: «Non cambierà niente nella politica culturale» assicura Miraglia (anche se queste modifiche hanno già fatto minacciare alcuni degli artisti ospitati di farsi restituire le opere). Lo screzio sembra nascere da due lettere inviate il 4 e il 24 agosto da Rosenthal e Ficacci in cui si chiedevano chiarimenti «sul programma espositivo» e la convocazione del Cda, lettere «alle quali non è stata data alcuna risposta né formale, né informale». Poi la constatazione che il Madre è stato escluso dalle sedi della grande mostra sull'Arte Povera con relativo «stravolgimento del programma presentato dal direttore della Fondazione», Eduardo Cicelyn (in pericolo ci sarebbero anche «le mostre su Melotti e la Transavanguardia»). Rosenthal e Ficacci parlano «di una persistente indifferenza» che non assicurerebbe «continuità al prestigio culturale e al rilievo internazionale» del Madre. Da qui «l'inevitabilità delle dimissioni». Achille Bonito Oliva, a suo tempo già dimissionario del Cda, bolla la reazione di Miraglia come «grottesca» nonché «l'ennesima conferma dell'immobilità e dell'insensibilità all'arte del Cda». Mentre Cicelyn si definisce «mortificato per le dimissioni di due personaggi come Rosenthal e Ficacci».