Da un'ex area industriale ad un porto turistico per 800 barche. Questo è il sogno di Porto Fiorito. Dal degrado, quello che circonda tutto il litorale, quello di Napoli est dove c'erano i capannoni dell'ex Corradini, e dove ieri c'è stata la posa della prima pietra, i massi sollevati dalla gru e sommersi in mare, hanno segnato l'avvio dei lavori per la realizzazione del porto turistico Marina di Vigliena. Il costo dell'intervento è di 120 milioni di euro e, in base al cronoprogramma, nel giro di 4 anni e 6 mesi, la realizzazione del porto consentirà il rilancio della costa orientale di Napoli. La consegna dei lavori, avvenuta ieri ed entro il 2013 saranno disponibili già 250 posti barca. Il progetto, avviato con la bonifica dei fondali e delle territorio, sarà realizzato con l'intervento degli imprenditori che fanno capo all'Acen, associazione costruttori edili napoletani. Le bonifiche a terra, realizzate dal Dipartimento competente della Asl Napoli 1 centro, hanno interessato un'area di circa 40mila metri quadrati; quelle marine, hanno riguardato uno specchio d'acqua di oltre 300mila metri quadrati. Il progetto generale interessa oltre il 70 delle aree in concessione. «Fino a poco fa - commenta il sindaco Luigi de Magistris - da Napoli si scappava, adesso, invece, assistiamo a una immigrazione di imprenditori che vogliono venire qui per investire perché hanno interesse a farlo». Sono circa tre gli interventi completati, cinque saranno quelli chiusi entro il 2013 e 19 quelli terminati nel 2015. Elevate le cifre, frutto di una collaborazione tra pubblico e privato, che verranno impiegate per terminare i lavori sull'area di Napoli Est. Circa 132 milioni di euro per il primo investimento, per altri 6 interventi in corso sono previsti altri 680 milioni e per i lavori approvati, ed in fase di prossima cantierizzazione, circa 4, si stima un valore di 893 milioni di euro impiegati. Altri 470 milioni, invece, andranno per gli interventi con procedure autorizzative in corso o con progettazione ultimata. L'obiettivo è quello di sveltire i tempi. Stop alle lungaggini, dopo un'attesa di oltre 11 anni. «Nei tempi prestabiliti - assicura il sindaco - completeremo i lavori». L'intervento prevede, inoltre, il recupero degli edifici di archeologia industriali che saranno destinati prevalentemente ad aree commerciali. Per la zona cantieri sono previste superfici adibite a piazzali per le attività cantieristiche di rimessaggio. Per Riccardo Villari, sottosegretario ai Beni Culturali, l'avvio dei lavori di Marina di Vigliena, rappresenta «un'opportunità di sviluppo per l'intero territorio regionale». Il presidente dell'Autorità portuale, Luciano Dassatti, ha sottolineato che «le criticità presenti» e che hanno tardato l'avvio dei lavori, «erano esterne e indipendenti dalla volontà dei soggetti coinvolti». «In 24 mesi saranno realizzate le prime opere - ha concluso Claudio Fogliano, presidente del Porto Fiorito - e saremo pronti per consegnare circa 300 posti barca e 8mila metri quadrati di strutture a terra e a mare. La seconda fase, che durerà 30 mesi, consentirà di consegnare 850 posti barca e 16mila metri quadrati di strutture». Per l'assessore all'Urbanistica regionale, Marcello Taglialatela, il «porto di Vigliena non basta per recuperare un'area così degradata». Per questo motivo Palazzo Santa Lucia ha inviato a Bruxelles il progetto Naplest che prevede il recupero dell'intera area con un massiccio impiego di interventi privati. A fronte di 2 miliardi di euro complessivi solo 400 milioni sono i fondi europei impegnati. Secondo il presidente della Provincia, Luigi Cesaro non bisogna fare investimenti a pioggia, ma «progetti lungimiranti per il riscatto di Napoli».