Il Consiglio di Stato ha respinto ieri tutti i ricorsi contro il Mose, le relative procedure di valutazione di impatto ambientale e le opere complementari presentati, in appello contro l'analoga sentenza del Tar del Veneto del 22 maggio scorso, da Provincia e Comune di Venezia, Italia Nostra, Wwf, Codacons e altre associazioni ambientaliste. La sentenza, depositata ieri, fa seguito all'udienza svoltasi il 17 dicembre scorso di fronte alla sesta sezione del consiglio di Stato presieduta da Giorgio Giovannini. I ricorsi riguardavano, in particolare, la mancanza di valutazione di impatto ambientale (Via) per il Mose, la delibera del comitato interministeriale che ha autorizzato il passaggio alla progettazione esecutiva, la delibera del Cipe che vincola tutti i fondi della Legge speciale alla realizzazione del Mose, l'ultimo voto della commissione di salvaguardia sul progetto preliminare, la via regionale sulle dighe a mare concepite come opere complementari al Mose. «È necessario attendere le motivazioni , ma siamo stupefatti di questa sentenza che permette al Consorzio Venezia Nuova di procedere alla progettazione esecutiva e alla costruzione del Mose, senza Valutazione d'impatto ambientale e senza una Valutazione d'Incidenza, che rischia di stravolgere l'intero ecosistema lagunare veneziano», ha commentato Stefano Lenzi, responsabile dell'ufficio istituzionale del Wwf: «In ogni caso - ha aggiunge - restiamo convinti della fondatezza della nostra posizione, e decideremo in che modo coinvolgere direttamente la Commissione europea». E un ricorso alla Commissione europea è stato annunciato anche da Codacons e Lista Consumatori.