Si tratta di un parere limitato a 5 anni, però rinnovabile (ammesso che la legge lo preveda), o di un test di prova urbanistica prima di un nulla osta vero e proprio, o solo di un parere non contrario, oppure di un'autorizzazione malvolentieri concessa su richiesta, per necessità viarie del Comune, o a contare soprattutto è stato il finanziamento statale ottenuto prima dell'autorizzazione, e che non si può né rimandare al mittente né usare per altri scopi? E ancora: quanto conta che la firma sotto una lettera sia di un direttore di sede regionale anzichè di un soprintendente titolare, apposta nel momento in cui le nomine a palazzo Economo a Trieste stavano creando un po' di confusione? È autentico il rischio che l'autorizzazione addirittura non sia valida? C'è tutto questo dietro la contorta storia del ponticello con balaustra in cristallo, corrimani in legno, struttura portante in acciaio, pavimentazione in pietra e metallo traforato che alla fine cambierà volto al canale del Ponterosso. Ma quando le lettere finali e conclusive intercorse tra l'ex sindaco Dipiazza e l'ex direttore dei Beni culturali Roberto Di Paola davano il via libera alla progettazione dell'opera (a cavallo tra dicembre 2009 e gennaio 2010), il soprintendente ai Beni architettonici Luca Rinaldi, titolare della materia, era già insediato da qualche mese. Oggi rimarca lo scorretto procedimento, ma non ha dato uno «stop» ufficiale al sindaco, dopo gli avvertimenti verbali. «Non sono io che posso farlo - afferma -, ho segnalato il caso al direttore regionale attuale, Giangiacomo Martines, perché la verifica delle procedure è materia di competenza sua, è Martines che deve pronunciarsi. Io non ho nemmeno copia del progetto, e quando si svolgevano quei carteggi nessuna pratica comunque è stata inviata al mio tavolo». Rinaldi richiama soprattutto i termini con cui Di Paola aveva risposto al Comune, lettere dove non si parla di «autorizzazione», ma di solo «parere non contrario», e dunque l'atto su cui oggi si fa base non sarebbe propriamente risolutivo.