"Giallo" delle carte autorizzative, Di Paola cancellò la provvisorietà del parere Il sindaco: «Proteste troppo in ritardo». Venerdì giunta speciale sul tema Il ponte sui canale di Ponterosso si farà, anche se l'ultima decisione è affidata a una seduta di Giunta fissata per venerdì prossimo e dedicata solo a questo tema. Il sindaco Cosolini intanto rilegge il "fascicolo Ponterosso" e sposa un principio di realtà. «D'accordo con la passerella del Canale personalmente io non sono - afferma -, ma trovo un procedimento già concluso. Perché chi esprime tanto vigorosa opposizione non lo ha fatto quando le autorizzazioni erano in corso? Adesso mi pare troppo tardi». C'è il "giallo delle carte", delle autorizzazioni, del conflitto di competenze. «L'autorizzazione data dalla Direzione dei Beni culturali - aggiunge Cosolini -, non è affatto per 5 anni "rinnovabili", perché quella condizione fu infine cancellata. Mi si dice che la competenza sarebbe stata della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, e che non risulta un atto di "avocazione" della pratica. Ho chiesto al soprintendente Luca Rinaldi: metta per iscritto che quel parere è nullo o viziato, e io dovrò tenerne conto. Ma non ho ricevuto niente». I documenti raccontano la vera storia. Intanto, secondo il Codice dei beni culturali, non esistono autorizzazioni «a tempo» (come possono essere le concessioni), ma esiste un tempo appunto di 5 anni entro il quale l'opera autorizzata deve essere portata a compimento, salvo revisione del parere. In secondo luogo Di Paola il 27 maggio 2009 scrisse che il ponte costituiva «una notevole alterazione dello scenario» di Ponterosso, ed espresse solo «parere non contrario», affermando che «il nulla osta deve essere condizionato a una verifica nel tempo», e pertanto «viene rilasciato per un periodo di cinque anni rinnovabili». Si trattava dunque di un parere, per un «test». Ma Dipiazza che subito disse «non spendo 800 mila euro per poi buttarli via», il 15 dicembre 2009 chiese che dal nulla osta fosse «eliminato il termine temporale». E Di Paola, il 29 gennaio 2010, replicò che essendo comunque quel ponte asportabile in qualunque momento, «si può conseguentemente prescindere dalla condizione» del nulla osta di 5 anni, rinnovabili. Così, dal voler dire no, si arrivò al pieno sì. E Cosolini adesso dice: «Dovrei io da solo stracciare il progetto, annullare la gara già vinta, perdere gli 800 mila euro finanziati dal ministero dell'Ambiente per la mobilità sostenibile e che andrebbero restituiti, pagare la penale, finire in danno erariale? In Comune si governa per atti amministrativi e motivati, a oggi non c'è alcuna motivazione per fermare un procedimento concluso». E da ultimo, confessa: «L'idea di un percorso pedonale piazza Venezia-piazza Libertà però non mi dispiace, e il progetto non è invasivo».
Trieste, Ponterosso. Cosolini: non amo il ponte ma non si torna indietro
Il sindaco Cosolini ha cancellato la provvisorietà del parere sul ponte sui canali di Ponterosso, che era stato richiesto da Di Paola. Il parere era stato espresso il 27 maggio 2009, ma Di Paola aveva chiesto di eliminarne il termine temporale di 5 anni rinnovabili. Il sindaco ha affermato che non può stracciare il progetto e che non c'è motivazione per fermare un procedimento concluso. Ha anche detto che l'idea di un percorso pedonale piazza Venezia-piazza Libertà non gli dispiace. Il parere è stato cancellato, ma il progetto è ancora in corso. Il sindaco ha anche affermato che il ponte non è invasivo.
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