Lad delle Ferrovie: loperazione però dovrà essere conveniente anche per noi E bene che si decida già adesso: solo programmando per tempo si possono fare cose belle Pronto ad andare in Valsusa a incontrare gli abitanti, ma quel che ho da dire lo sentirete quando sarò lì Per una stazione che entro qualche mese sarà finita, Porta Susa, ce nè unaltra, Porta Nuova, che ancora non sa quale sarà il suo destino. Tre le ipotesi sul tappeto: lasciarla così, ridurre i 20 binari a tre o quattro e solo per alcuni collegamenti, oppure chiuderla per trasformare lattuale stazione in un centro commerciale e il fascio di binari in terreno per case e nuovi insediamenti. Ingegner Moretti qual è la sua opinione? «È chiaro che siamo davanti a una scelta. Porta Susa è quasi finita, cè la metropolitana che ormai copre 13 chilometri e a breve finiremo i lavori del passante: Torino dovrà ripensare il suo sistema di stazioni anche tenendo contro delle diverse tipologie di treno: nazionali, regionali e urbani. É così in tutte le grandi città: a Roma, Milano, a Napoli con Bargellina dove arrivano solo i treni locali». E quello il modello? «Non è detto. Devono deciderlo la città e il sindaco. E evidente che per Porta Nuova si tratta di ricucire una ferita che taglia una gran parte dei quartieri centrali, ma il modello è quello che abbiamo già adottato con Porta Susa: ricucire la città e offrire dei servizi su unarea che può essere una leva di riorganizzazione urbana. Le soluzioni possono essere tante: a New York Central Station è sotterranea, ad esempio. Dipende da che idea di città ha lamministrazione. Quelle sono comunque aree centrali di grande interesse per ripensare il sistema di servizi e di opportunità per i cittadini. In questi anni ho parlato almeno quattro volte di un ruolo diverso per la stazione di Porta Nuova in futuro. Se ora cè un sindaco che vuole riprendere la questione tanto di cappello». Qual e il vostro ruolo? «Noi siamo pronti a confrontarci con il Comune che, ripeto, deve scegliere quale sviluppo urbanistico darsi. Valuteremo solo dopo quale possa essere il nostro vantaggio, perché in fondo siamo unazienda. Loperazione deve essere conveniente anche per noi. Ma è chiaro che non sarà questione di 2 o 3 anni, ma di medio-lungo periodo. Io sono dellidea che si debba fare un passo alla volta». E cioè? «Rivedere periodicamente i costi e le cose da fare per capire come si possono realizzare cose nuove. Con lo spirito di collaborazione che cè sempre stato con lamministrazione comunale. Abbiamo però tante cose da fare, servono tempo e risorse giuste. Adesso stiamo lavorando sul passante e via via decideremo come proseguire. Certo per avere cose belle in futuro, bisogna iniziare a programmarle ora e questo vale anche per Porta Nuova, sono contento che la città inizi ad affrontare ora il discorso altrimenti nel 2030 non ci sarà nulla». Una battuta sulla Tav... lassessore regionale lha invitata ad andare in Valsusa per dare un messaggio rassicurante, lo farà? «Si, certo. Andrò a incontrare i cittadini, ma quello che ho da dire lo sentirete quando sarò lì».