Rapporto ambiente del Wwf: all'Italia 28 bocciature dall'Ue ROMA - L'Italia conquista la maglia nera in materia di politiche ambientali. Il primato negativo emerge dal dossier 2004 stilato dall'associazione ambientalista Wwf sulla "Politica ambientale del Governo Berlusconi". Nel bilancio, le 28 procedure d'infrazione avviate dall'Unione europea contro l'amministrazione italiana per violazione delle direttive comunitarie. Inquinamento - Mancato recepimento della "Direttiva acque" e della "Direttiva carburanti" che inasprisce le disposizioni del '98 sui limiti di zolfo. Violazioni anche sulle direttive sull'inquinamento atmosferico. Clima - Il Wwf denuncia "l'assoluta incoerenza delle politiche energetiche con l'obiettivo di riduzione fissato dal Protocollo di Kyoto". L'Italia continua ad aumentare le emissioni di gas serra, come confermato anche dal fatto che nel 2003 la percentuale di anidride carbonica dissolta nell'aria è stata superiore di oltre il 9 (qualcuno dice il 12) quella registrata nel 1990, allontanandosi dall'obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto di una riduzione del 6,5. Il Piano nazionale di allocazione delle emissioni presentato dal Governo consente addirittura al settore energetico ed alla grande industria un aumento delle emissioni inquinanti del 20 rispetto ai livelli del 1990. Condono edilizio - Quando la Corte costituzionale ha legittimato il condono edilizio (il terzo in meno di vent'anni), per gli abusi compiuti fino al 31 marzo 2003, ha innescato "un meccanismo micidiale per la devastazione del territorio". Sotto accusa anche la sanatoria paesaggistica introdotta nella Legge Delega sull'ambiente. La norma permette di estinguere i reati di violazione dei vincoli paesaggistici commessi entro il 30 settembre 2004. Parchi - Non va bene nemmeno per i parchi, con una contrazione dei finanziamenti da quattro milioni di euro (da 62,5 milioni di euro nel 2001 a 57,8 nel 2005), "nonostante l'istituzione di otto nuove aree protette". E inoltre, "su 23 parchi nazionali istituiti, 8 non hanno presidente; 6 sono commissariati; 6 non hanno consiglio direttivo; 2 non sono ancora attivati". Biodiversità - Sul fronte della biodiversità l'Italia ha ratificato la convenzione di Rio de Janeiro del 1992, "ma ancora oggi manca un piano di azione nazionale". "Riassumendo - ha detto Gaetano Benedetto, direttore aggiunto dell'associazione ambientalista - il governo Berlusconi conferma un'impostazione della tutela dell'ambiente tutta asservita all'economia" (22 dicembre 2004)