da Nicosia il carteggio è ora alla Provincia per usufruire dei fondi Pist I ruderi dellex complesso religioso Nicosia. Dopo l'approvazione definitiva da parte della giunta, il progetto per il recupero dell'ex complesso religioso di Santa Domenica è stato depositato a Enna presso la Provincia, per l'inserimento nel Pist, la misura europea finalizzata a finanziare progetti di recupero dei centri urbani. Adesso si dovrà attendere la pubblicazione delle graduatorie di finanziamento per sapere se finalmente una delle aree più degradate del centro storico potrà essere recuperata e destinata alla realizzazione di un centro culturale che dovrà essere anche la sede del "museo letterario" dedicato a Carmelo La Giglia, poeta che scrisse nel dialetto nicosiano gallo italico. Il progetto precede che si realizzi anche un centro di studi sull'antica parlata dialettale di origine francofona. Sull'area ormai invasa da poche macerie, sterpaglie e rifiuti fino agli anni '60 sorgeva il complesso religioso di Santa Domenica, costituito dal convento della suore benedettine e dalla bellissima chiesa annessa. L'area da oltre 30 anni è in stato di abbandono dopo che gli edifici religiosi sono stati demoliti nottetempo. Il progetto presentato ora dall'amministrazione comunale è stato stilato dall'Ufficio tecnico e prevede una spesa di circa 2 milioni di euro. Del complesso religioso rimangono ruderi pericolanti ormai impossibili da recuperare. Il nuovo edificio che sorgerà è progettato in modo da rispettare il contesto urbanistico ed architettonico della zona, che è una delle più antiche della città, a pochi passi da piazza Garibaldi ed a metà del percorso che conduce al quartiere Santa Maria Maggiore ed al Castello. Nel 1901 il complesso religioso venne ceduto con tutti gli arredi e le opere d'arte al Comune con l'obbligo, imposto dallo stesso ordine Benedettino, di edificarvi una scuola e di mantenere fino a che vi fossero state le suore, anche la parte occupata dal convento. La scuola venne aperta nel 1927 e rimase in funzione fino al terremoto del 1967 che rese tutto l'edificio inagibile. In attesa che si decidessero le modalità di intervento, chiesa e convento crollarono. Una trentina di anni fa si avviò un progetto che prevedeva lo smontaggio e il rimontaggio della maestosa facciata, ma i progettisti dell'epoca sbagliarono i calcoli. Il muraglione di cemento sul quale avrebbe dovuto essere "poggiata" la facciata, venne costruito più avanti e quindi, se si fosse nuovamente posta la facciata, la stretta strada medievale sulla quale si affaccia, sarebbe risultata ristretta al punto da non consentire il passaggio di alcun mezzo. Da allora tutto è rimasto in abbandono. Giu. mar. 10092011