VENEZIA La lunga battaglia giudiziaria intorno al «Mose», il sistema di paratoie mobili che dovrà salvare Venezia dalle alluvioni, è finita. Il Consiglio di Stato ha respinto tutti i ricorsi che erano stati presentati da Comune e Provincia di Venezia e da una serie di associazioni ambientaliste tra cui Wwf, Italia Nostra e Codacons, contro l'opera progettata dal consorzio di imprese «Venezia Nuova». I ricorsi, centrati soprattutto sulla mancanza della valutazione di impatto ambientale, erano già stati respinti lo scorso maggio dal Tar del Veneto. Ora, salvo l'ipotesi di un ricorso alla Commissione Europea ventilato da Wwf e Codacons, non ci sono più ostacoli, e la progettazione del «Mose», che Silvio Berlusconi ha messo in cima all'elenco delle «grandi opere italiane», potrà andare avanti. Il Cipe ha stanziato allo scopo 709 milioni di euro, che andranno per il 90 per cento al consorzio e per il 10 per cento ai comuni della gronda lagunare. Soddisfatto il sindaco Paolo Costa, favorevole al «Mose» diversamente dalla maggioranza rossoverde che lo sostiene: «Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondata la procedura speciale di valutazione di impatto ambientale decisa dal governo nel '97 quand'ero ministro». Soddisfatto, ma polemico, anche il governatore Veneto Giancarlo Galan, che chiede agli assessori comunali contrari al «Mose» il risarcimento delle spese sostenute per «ricorsi inutili» che hanno portato a uno «spreco di denaro pubblico». Si dice invece «preoccupato» per le incertezze sui costi e sull'efficacia di quest'opera il Presidente della Provincia Davide Zoggia, e si dichiara «stupefatto» Stefano Lenzi del Wwf, secondo il quale il «Mose» rischia di «stravolgere l'intero ecosistema lagunare». Più pessimista il deputato dei Verdi Luana Zanella, secondo cui quest'opera sarà «la madre di tutti gli sprechi» e «una sciagura che comprometterà lo sviluppo portuale e la salvaguardia della città».
Mose di Venezia, l'ultimo via libera
Il Consiglio di Stato ha respinto tutti i ricorsi presentati contro il progetto Mose, un sistema di paratoie mobili per salvare Venezia dalle alluvioni. I ricorsi erano stati presentati da Comune e Provincia di Venezia e da associazioni ambientaliste come Wwf, Italia Nostra e Codacons. Il progetto, che ha un budget di 709 milioni di euro, potrà ora andare avanti. Il sindaco Paolo Costa e il governatore Veneto Giancarlo Galan sono stati soddisfatti della decisione, mentre il Presidente della Provincia Davide Zoggia e il deputato dei Verdi Luana Zanella hanno espresso preoccupazioni sui costi e sull'efficacia dell'opera. Il Wwf ha espresso preoccupazioni per l'impatto ambientale del progetto.
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