Torino, in questi ultimi anni, ha saputo ripensare lintera propria fisionomia, offrendosi come città darte capace di attirare un numero sempre maggiore di turisti. La fruizione di una piazza importante come quella del Duomo non è quindi solo una questione estetica, ma unopportunità per il futuro della città che dovremo cogliere, così come è stato fatto in passato con altre piazze come piazza Vittorio, piazza Castello e piazzetta Reale. Larea del Duomo accoglie le testimonianze, le stesse radici romane e cristiane della città, con il Teatro, le Porte, le Chiese paleocristiane, lo stesso Duomo. La parte più antica del tessuto urbano è strettamente connessa con le piazze auliche, attraverso il passaggio dei portici di Palazzo Chiablese. Questi diverranno a breve lo snodo informativo e polifunzionale per i visitatori del Polo Reale che da Piazza San Giovanni accederanno alla nuova Galleria Sabauda. Ripensare Piazza San Giovanni offrirà la possibilità di avvicinare al centro un altro importante spazio vivo quale Piazza della Repubblica. Riqualificata e ridisegnata non ha ancora trovato soluzioni adeguate per la sistemazione dei banchi e la sosta dei mezzi. Piazza San Giovanni diviene, quindi, una necessità sentita che non può prescindere da una più ampia valorizzazione. Nel 1998, fu concessa lautorizzazione al posizionamento provvisorio di una struttura realizzata con materiali leggeri, al servizio delle attività per lostensione della Sacra Sindone, per il tempo ad essa strettamente necessario. Lautorizzazione prevedeva la realizzazione di un «padiglione provvisorio ad uso sacrestia e servizi per lostensione della Sindone». Passati tredici anni e ormai lontane le tre ostensioni che si sono succedute, non cè ragione di mantenerla ancora, tanto più che presenta ormai alcune problematicità di solidità e sicurezza che non possono essere ulteriormente ignorate, oltre a rendere difficilmente leggibile la facciata di Palazzo Reale. Dal 2005 la Soprintendenza con la Curia ha avviato uno stretto dialogo per trovare le soluzioni alle diverse funzioni che con gli anni via via aveva assunto la sacrestia provvisoria. Sono state proposte diverse alternative per approntare altri spazi e dare avvio alla rimozione. Linvito della Direzione Regionale per i Beni Culturali è dunque a considerare il confronto sulla Piazza come unulteriore sollecitazione a ridisegnare la sua fisionomia, restituendo ad essa la sua conformazione originaria e per dare finalmente un sagrato al Duomo di Torino. Linvito è stato prontamente raccolto dal sindaco di Torino che ha avviato un tavolo di confronto istituzionale. Non entro nel merito della discussione sulla funzionalità e sul percorso delle linee tranviarie che è di competenza dellAssessorato alla viabilità. Sono sicuro tuttavia che, anche in questo caso, una buona soluzione alternativa contribuirà non solo a migliorare laspetto degli spazi, ma anche a garantire una maggiore sicurezza per i turisti che vediamo ogni giorno animare la piazza e che ci auguriamo per la città stessa aumentino ancora di numero nei prossimi mesi. Direttore Regionale per i Beni Culturali