MILANO - «QUESTA PIAZZA non tornerà mai più come prima: magari sarà anche più bella, di certo non sarà la stessa». Dopo sei anni di cantieri in piazza XXV Aprile, il proprietario del Teatro Smeraldo, Gianmario Longoni, non ha tanta voglia di festeggiare: «Il parcheggio completato a fine novembre? Era ora». La Giunta ha assicurato: entro il 30 novembre l'autosilo sarà pronto. Soddisfatto? «Finalmente, qualcuno ci ha messo la faccia. Del resto, come ho detto qualche settimana fa, se non fosse cambiata l'amministrazione della città avrei chiuso bottega: mi fido della Giunta Pisapia. Ma la fiducia non basta». Cioè? «I lavori hanno rivoluzionato questo quartiere: è sempre stato popolare, ma ha cambiato la sua natura. Sarà molto difficile, anzi direi impossibile, ritrovarlo uguale a prima: magari sarà anche più bello, ma molto diverso. In ogni caso, il Comune dovrà occuparsene: non basta riaprire una piazza, seppur dopo sei anni, e pensare di aver risolto il problema». E lo Smeraldo? Resterà in Piazza XXV Aprile? Quest'anno andiamo avanti, poi si vedrà. La trattativa per vendere l'attività è saltata, ma mi impegnerò comunque, per dar seguito alla storia di questo glorioso spazio culturale. Senza gravare sulle casse del Comune». Niente contributi pubblici, insomma? «Come ho sempre fatto. Non chiederò mai un euro di contributi pubblici: sono e resterò un operatore privato. Mi auguro almeno, e ne sono certo, che la nuova amministrazione comunale non mi ostacoli: la precedente Giunta ha cercato in tutti i modi di farmi chiudere, finanziando gli Arcimboldi».
Milano, piazza XXV aprile. Il direttore del Teatro Smeraldo: gli scavi hanno stravolto il quartiere ora la Giunta se ne prenda cura
Il proprietario del Teatro Smeraldo, Gianmario Longoni, è soddisfatto del completamento dei cantieri in piazza XXV Aprile a Milano. I lavori hanno rivoluzionato il quartiere, cambiando la sua natura. Il Comune dovrà occuparsene per assicurare che la piazza sia sempre una zona di interesse. Il Teatro Smeraldo, che è stato il centro della vita culturale del quartiere, potrebbe rimanere in piazza, ma la trattativa per la sua vendita è stata saltata. Longoni non chiederà contributi pubblici per il suo lavoro. La nuova amministrazione comunale dovrà garantire che la sua attività non sia ostacolata.
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