Il convegno sul Barocco, tenutosi alla Biblioteca Zelanteacese, non ha segnato soltanto un momento culturale alto, ma anche l'inizio di un percorso dai rilevanti sviluppi economici connessi alla valorizzazione dei molti monumenti. Due gli obiettivi che gli organizzatori - col Comune e l'Accademia degli zelanti in testa - si proponevano: verificare l'esistenza per l'inserimento della città nella lista del Patrimonio mondiale Unesco; una sensibilizzazione dell'opinione pubblica verso la salvaguardia di un Barocco di cui - come ha affermato il preside della Facoltà di Architettura, Ugo Cantone - gli acesi dovrebbero andare fieri. Entrambi sono stati centrati. Le autorità - il sindaco, avv. Garozzo, l'arcivescovo Pio Vittorio Vigo, l'on. Giuseppe Basile, l'on. Basilio Catanoso, anche in rappresentanza del Sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono, trattenuto a Roma, la Sovrintendente ai Bb.Cc.Aa. di Catania, Maria Grazia Branciforti, la dott. Jolanda Scelfo, consigliere nazionale della Federazione Italiana Clubs e Centri Unesco - hanno promesso un impegno totale. Gli studiosi presenti - il preside Ugo Cantone, la prof. Maria Giuffrè, ordinario di Storia dell'Architettura all'Università di Palermo, il prof. Eugenio Magnano di San Lio, ordinario di Disegno e Rilievo all'Università di Catania, l'ing. Aldo Scaccianoce e la prof. Leda Vasta - hanno, dal canto loro fornito le premesse scientifiche per giustificare appieno l'aspirazione di Acireale. I loro contributi, pregevoli e originali, hanno messo, infatti, in luce le pregevolezze che accomunano il Barocco di Acireale con quello del Val di Noto, la straordinaria figura dell'arch. Paolo Amico Guarrera, lo splendore degli argenti barocchi e le figure singolari di alcuni pittori secenteschi. Erano, altresì, presenti alcuni importanti rappresentanti, nazionali e internazionali, dell'Icomos (Consiglio per la valutazione dei monumenti e dei siti), organo che esamina le domande dei vari Stati per l'iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco: il prof. Gennaro Tampone, dell'Università di Firenze, la dott Audrone Kasperaviciene, il segretario generale aggiunto, dott. Ray Bondin. Quest'ultimo ha dichiarato di essere rimasto impressionato della nostra città e di avere avuto modo di apprezzarne tanto gli aspetti architettonici, quanto quelli pittorici e delle varie forme di artigianato. «Non siamo, però, allo champagne - ha precisato il segretario generale aggiunto - perché moltissime altre città italiane e straniere premono, consapevoli dell'importanza culturale e turistica del riconoscimento. Mi sento soltanto di poter affermare che, se al momento della costituzione del Distretto sud est del Barocco fosse stata inclusa Acireale, la vostra città sarebbe di certo già inserita nel Patrimonio mondiale». Il dott Bondin ha poi, sia pure in maniera indiretta, avanzato una serie di suggerimenti di ordine pratico, che si farebbe bene a prendere in seria considerazione: la costituzione di isole pedonali, la pulizia delle facciate dai manifesti, dai condizionatori d'aria e dai fili elettrici, il piano del colore, il controllo severo dei nuovi insediamenti, la salvaguardia delle tradizioni. Sul secondo obiettivo del convegno, si è intrattenuto in particolare il dott. Giuseppe Contarino, che ha invitato a "guardare con occhi nuovi" le meraviglie del Barocco nobile, originale, continuato e maturo di Acireale per "riconoscerlo" noi per primi. Il presidente dell'Accademia ha quindi auspicato che tutte le associazioni inseriscano la tematica barocca nei loro programmi, che essa diventi materia di insegnamento nelle scuole di ogni ordine, che in ambito comunale venga creato un apposito ufficio. Se riusciremo a creare - ha detto infine Contarino - una presa di coscienza forte, una entusiasmo condiviso, una corresponsabilità di tutti il passo più importante è già stato compiuto e il riconoscimento dell'Unesco potrà tardare, ma non potrà mancare. In tale direzione la proclamazione del 2005 come Anno del Barocco di Acireale, da parte del sindaco, avv. Garozzo, è un passo significativo.