I timori: «Zero risorse carenze d'organico e nomine ad interim: andiamo verso l'estinzione» I vertici delle strutture ministeriali in congresso alla Certosa di Padula: aspettiamo risposte dal governo Il rischio è addirittura la chiusura: con buona pace di tutti i proclami che inneggiano alla cultura e dintorni come risorsa strategica per lo sviluppo. Addio, dunque, a gran parte delle Soprintendenze in tutte le loro versioni: storiche, artistiche, archeologiche, architettoniche, paesaggistiche? Il grido di allarme verrà lanciato oggi e domani non a caso da un sito straordinario come la Certosa di San Lorenzo di Padula: è qui che faranno i loro conti i soprintendenti di tutta Italia, a cui si accompagnano i direttori degli Archivi di Stato e delle Biblioteche, per verificare fino a quando e in che modo sarà possibile non chiudere bottega se non ci saranno nuovi innesti e non si mettono in cantiere adeguate risorse economiche. E Gennaro Miccio, responsabile della Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici di Salerno e di Avellino, da cui è partita l'iniziativa, si chiede, sembra senza troppe speranze: «Ce la faremo a non finire accorpati in un grande calderone o perfino a scomparire del tutto»? La domanda verrà girata al segretario generale del ministero competente, Roberto Cecchi, nella speranza che «dopo mesi di grande incertezza per il futuro delle strutture», si possano prendere provvedimenti concreti perché il «pericolo è di una progressiva silente estinzione». Già adesso, si stigmatizza, sono state necessarie delle nomine ad interim di cui, con ogni probabilità, non si conoscerà la durata ancora per lungo tempo. Nomine ad interim, si sottolinea, che hanno tutta l'aria di essere, appunto, l'anticamera della soppressione o degli accorpamenti. Il problema, si fa rilevare, è soprattutto la carenza di organico che lascia scoperte circa 40 Soprintendenze in tutta Italia e senza che all'orizzonte si profili una parvenza di soluzione. Non è una questione di là da venire, si sottolinea, perché tra qualche anno andrà in pensione circa il 60 per cento dei funzionari e fino a questo momento non è stato preso in considerazione il fatto che possano prevedersi dei ricambi. E si aspetta ancora una risposta dal ministero per i beni culturali, ricorda Gregorio Angelini, direttore per i beni culturali e paesaggistici della Campania, sulla richiesta di presentare un emendamento che consenta di effettuare delle assunzioni. Senza contare che anche dal punto di vista tecnologico, molte cose sono cambiate e «noi non siamo certo attrezzati adeguatamente». E sul fronte delle risorse? Il panorama tracciato appare altrettanto sconsolante. «Risorse zero - sospira Gennaro Miccio - e la cosa più sconcertante è che questo problema sembra che non impressioni nessuno, molti non si sono nemmeno accorti che ci sono stati già degli accorpamenti. Non abbiano neanche i fondi necessari per la gestione ordinaria degli uffici».
Meno finanziamenti, soprintendenze a rischio chiusura
I vertici delle strutture ministeriali si incontrano alla Certosa di Padula per discutere del futuro delle Soprintendenze. Il governo è accusato di non fornire risorse economiche per mantenere le strutture. La carenza di organico è un problema grave, con circa 40 Soprintendenze in tutta Italia che non hanno funzionari. Le nomine ad interim sono state necessarie, ma non si conosce la loro durata. Il problema è che il 60% dei funzionari andrà in pensione tra pochi anni e non è stato preso in considerazione il fatto che possano prevedersi dei ricambi. Il ministero per i beni culturali non ha ancora risposto alla richiesta di presentare un emendamento per effettuare delle assunzioni.
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