La legge urbanistica - approvata dal Consiglio regionale - rappresenta un traguardo normativo di rilevanza tale da meritare qualche ulteriore riflessione. I primi commenti si sono imperniati su due aspetti salienti. Innanzitutto è stata ricondotta alla coerenza sistematica di un testo unico una molteplicità di norme contenute in circa 15 provvedimenti legislativi pregressi. Il che produrrà, se non altro, un benefico chiarimento nella corretta interpretazione delle regole. La seconda novità di rilievo sta nello snellimento delle procedure di approvazione dei piani regolatori comunali. L'accelerazione del processo decisionale garantirà anche un maggior grado di autonomia degli enti locali, adeguando le finalità della pianificazione ai ritmi più celeri imposti dalle velocità dei mutamenti del nostro tempo. Si dischiude così il sipario su una nuova (e avvincente) fase della pianificazione strategica operativa. Accanto ai piani regolatori «strutturali» (di lunga durata), i Comuni potranno elaborare più agili piani strategici, fondati sulla nitida previsione dei tempi tecnici di realizzazione delle opere programmate e delle relative risorse finanziarie. La scelta delle priorità attuative diventerà in tal senso il terreno decisivo del confronto democratico. Tutt'altro che irrilevante resta inoltre la definizione degli ambiti di competenza della pianificazione alle diverse scale: comunale, provinciale e regionale. Da tale determinazione trarrà vantaggio la stessa conclusione dell'iter di approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Napoli, già adottato dal Consiglio provinciale nel luglio 2003, ma attualmente in corso di revisione, anche in vista delle nuove valenze (paesistiche e idrogeologiche) acquisite. A tali requisiti innovativi della legge urbanistica regionale, già sufficientemente apprezzabili, si aggiunge l'apertura (tutt'altro che sottovalutabile) sulla promozione dell'architettura contemporanea. Accogliendo l'indicazione degli Ordini professionali, il pricipio-guida dei «concorsi di progettazione» rappresenterà la regola per l'affidamento degli incarichi nell'ambito delle opere pubbliche. Non è superfluo sottolineare il notevole ruolo che le Regioni possono giocare in tale ambito, a seguito della riforma in senso «federalista» che ha trasferito dallo Stato centrale agli enti regionali molti poteri legislativi e finaziari. Tant'è che la Regione Emilia e Romagna ha varato una legge specifica per l'architettura. In tale ottica, la Fondazione degli Annali dell'Architettura e delle Città, promossa dallo stesso assessore Marco Di Lello, benché finalizzata a un più circoscritto programma culturale, potrà svolgere un parallello e complementare stimolo nell'elevare sempre più in alto la qualità dell'architettura costruita nella nostra regione.
CAMPANIA - Legge urbanistica svolta per i Comuni
La legge urbanistica regionale è stata approvata dal Consiglio regionale e rappresenta un traguardo normativo importante. La legge ricondotta le norme contenute in circa 15 provvedimenti legislativi pregressi in un testo unico, produrre un chiarimento nella corretta interpretazione delle regole. La legge ha anche snellito le procedure di approvazione dei piani regolatori comunali, garantendo un maggior grado di autonomia agli enti locali. I Comuni potranno elaborare piani strategici più agili, fondati sulla previsione dei tempi tecnici di realizzazione delle opere programmate e delle relative risorse finanziarie. La legge definisce anche gli ambiti di competenza della pianificazione alle diverse scale: comunale, provinciale e regionale.
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