«Grazie, i monumenti della nostra città sono un patrimonio inestimabile». Una giovane donna maresciallo, un carabiniere scelto e due carabinieri semplici: sono loro ad aver fermato domenica sera il vandalo che aveva danneggiato la fontana del Moro, a piazza Navona. E, sempre loro, sono stati premiati ieri dal Comune nella stazione di piazza Farnese. L'assessore alla Cultura Dino Gasperini ha consegnato un piccolo Marc'Aurelio tridimensionale, «a nome del sindaco, della città e del Paese». A capo della postazione mobile di piazza Navona c'era il maresciallo Annunziata Bisogno, 26 anni, di Cava dei Tirreni, fresca di corso allievi sottufficiali e in servizio da agosto a piazza Farnese. Con lei di pattuglia il carabiniere scelto Luca Infante, 30 anni, di Manfredonia, che ha notato le scarpe azzurre con la suola bianca, particolare decisivo per identificare il vandalo. Gli altri due carabinieri premiati sono il napoletano Gaetano Verde, 27 anni compiuti ieri, e Roberto Frongillo, 29 anni, di Avellino. Le circostanze dell'arresto del clochard cinquantaduenne Mauro Magi (ora in trattamento sanitario obbligatorio in attesa che il gip decida sull'istanza della procura di chiuderlo in una casa di cura), sono quelle note: i carabinieri lo vedono aggirarsi tra i turisti vicino a piazza Navona, lo avvicinano e scoprono che non ha documenti. Si rendono conto che corrisponde alla descrizione del vandalo e lo portano in stazione. L'uomo confessa di aver colpito la Fontana del Moro e di aver scagliato poco più tardi un sampietrino su quella di Trevi. Il colonnello Giuseppe La Gala, comandante del Gruppo Roma, ha sottolineato l'importanza delle 6o stazioni dell'Arma per «una sicurezza a portata di mano dei cittadini». «Sono stati bravissimi - ha affermato Gasperini rivolto ai carabinieri -. Sono sicuro che la risposta dei giudici sarà all'altezza della gravità dell'atto vandalico». Secco il sindaco Gianni Alemanno: «Se ha i soldi, deve pagare». Era presente anche il ministro della Difesa: «Ho voluto dare un riconoscimento ai carabinieri-ha spiegato Ignazio La Russa - perché l'operazione scoraggia in maniera decisiva chi pensa di poter danneggiare il nostro patrimonio artistico».