Un bando per il direttore, ma Caldoro conserva l'ultima parola Miraglia si dimette. C'è lo statuto «manageriale» NAPOLI Alle 18 e 30 di ieri, minuto più minuto meno, l'assessora alla Cultura, Caterina Miraglia, si è dimessa, senza annunciarlo prima ma facendolo dalla presidenza della Fondazione Donnaregina che gestisce il museo Madre. Con lei anche gli altri due consiglieri in carica, Laura Cherubini e Natalino Irti. Dopo, però, aver approvato, alla presenza del governatore Stefano Caldoro, il nuovo statuto. Il motivo dell'azzeramento sta proprio nelle nuove norme che regoleranno la vita del discusso (almeno dalla giunta Caldoro) museo di arte contemporanea di via Settembrini. A presiedere la Fondazione, infatti, non potrà essere più l'assessore di riferimento, ma un professionista con competenze manageriali. Inoltre il nuovo cda avrà una poltrona in più. Entrerà un consigliere nominato dal nuovo socio «partecipante». Che nella fattispecie dovrebbe essere la Camera di Commercio di Napoli. Le dimissioni aprono, dunque, dopo due anni dall'insediamento del governo regionale e due anni di braccio di ferro con i vertici del Museo voluto da Antonio Bassolino, la fase caldoriana della gestione. Un cambio rotta totale. E il primo atto, c'è da scommetterci, sarà il bando internazionale per scegliere il nuovo direttore del museo (per la precisione si seleziona una rosa di concorrenti e l'ultima parola spetta sempre al governatore). Bando a cui l'uscente Edoardo Cicelyn potrà partecipare, senza dubbio, ma alla stregua degli altri. Inoltre il manager selezionato non avrà più un contratto a tempo indeterminato, bensì rimarrà in carica cinque anni. Non è l'unica novità: oltre ai soci partecipanti, ci potranno essere i soci sostenitori, anche privati. Carica quinquennale. Anche Cicelyn potrà concorrere per la direzione, che avrà durata quinquennale E si sta pensando, vista la mole di risorse che il Madre ha ingerito in questi anni, di pensare ad un'associazione del tipo «gli amici del Madre», chi vorrà potrà finalmente sostenere il museo. Caduto il consiglio di amministrazione dovrà essere Caldoro a nominarne uno nuovo per i prossimi tre anni. In corsa per la presidenza girano già i primi nomi. Laura Cherubini dovrebbe essere riconfermata o potrebbe addirittura salire di grado. Ma in corsa ci sono anche Pierpaolo Forte, amministrativista presso l'università del Sannio, consigliere di amministrazione della Fondazione Maggio Musicale Fiorentino di Firenze, della Fondazione Cives, che gestisce, tra l'altro, il Mav di Ercolano, e della Fondazione Antonio Morra Greco. E Gaetano Blandini, direttore generale della Siae. Con le dimissioni di ieri in ogni caso si chiude definitivamente l'era bassoliniana del Madre, ormai ultimo avamposto del passato centrosinistra ancora esistente a Napoli e in Campania. La giunta Caldoro ha ormai azzerato tutto. C'ha messo un po' di tempo ma ora l'opera è conclusa. Ora i contenitori dovrà, però, essere riempiti.