Gli albergatori di Capo di Ponte contestano gli effetti del provvedimento sulle loro attività «Lo stop a Naquane danneggia il turismo». Seradina e Bedolina riducono i «danni» La chiusura domenicale del Parco nazionale archeologico di Naquane per il periodo autunnale decisa dalla Soprintendenza archeologica della Lombardia ha provocato a Capo di Ponte immediate reazioni negative da parte degli operatori turistici locali che vedono danneggiata la loro attività. Già a partire da domenica scorsa una serie di prenotazioni in uno degli alberghi del paese sono state disdette, mentre Archeocamuni, la società che oltre ai laboratori per i ragazzi cura le visite nei siti d'arte rupestre, si è vista «fortunatamente» costretta a dirottare un gruppo di turisti al Parco archeologico comunale di Stradina e Bedolina. E questa scelta, se non saranno assunte decisioni diverse, potrebbe divenire una costante per le prossime domeniche autunnali. Particolarmente contrariato si dimostra Oscar Bertelli, titolare dell'Hotel Cumilì, che ha scritto anche al giornale lamentando questa «incredibile» situazione: «Ho letto l'articolo di Bresciaoggi e sono rimasto basito perché noi operatori investiamo da anni denaro in promozioni per far conoscere la nostra zona, per incentivare i turisti e non solo le scolaresche (che non apportano comunque grandi benefici economici) a trascorrere i fine settimana facendo visita a Naquane e diamo di conseguenza anche un'occupazione costante a gente dei nostri paese. Il contenuto dell'articolo apparso sul vostro giornale manda all'aria tutto il nostro impegno e rende inutili gli sforzi per tentare di far crescere l'attività, volta a migliorare la situazione economica, in cui ci troviamo - dice palesemente alterato Bertelli, che poi entra nel particolare - in questi giorni il telefono ha squillato più volte e coloro che intendevano visitare Naquane di domenica si sono detti indignati per la chiusura del parco, disdicendo le prenotazioni delle camere. Ci stiamo prodigando per invogliare i visitatori a raggiungere il Parco Comunale di Bedolina e Seradina, che pure è vario ed interessante, ma ci viene perlopiù risposto che loro sono interessati soprattutto a Naquane....». Il titolare del «Cumilì» si interroga sui motivi della chiusura: «Perché dei custodi che passano le ore a passeggiare senza nemmeno sporcarsi le mani non devono lavorare nei giorni festivi? Vergogna, per chi ha potere decisionale e che non si rende conto che una scelta del genere danneggia un'intera comunità che da anni lotta per migliorare la qualità del turismo in Valle». Più pacato nei toni è il direttore dell'Hotel Graffitipark Erminio Cattane: «Fortunatamente non avevamo ricevuto fin qui richieste di prenotazioni per le domeniche d'autunno e siamo riusciti a dirottare su Seradina e Bedolina i visitatori che volevano accedere a Naquane». Sara Rinetti, responsabile di «Archeocamuni» è contrariata per la libreria che la società gestisce nelle adiacenze dell'ingresso di Naquane: «La chiusura domenicale del parco non ci consentirà di vendere ai visitatori le guide alle rocce e le altre pubblicazioni sull'argomento che sono assai richieste. Anche noi consigliamo i singoli ed i gruppi organizzati ad optare per le incisioni del parco comunale e le nostre guide sono naturalmente disponibili ad accompagnarli».