Accordo raggiunto su casa Puccini, ma non verranno impiegati i co.co.co Rapporto di partnerariato fra enti: non si prefigura la intermediazione illecita di manodopera LUCCA. Sarà il personale dell'Apt a garantire, fino al 31 dicembre, l'apertura della casa-museo di Giacomo Puccini. Il personale dipendente, escluse le 4 persone con contratto di collaborazione coordinata e continuata. È questo l'accordo trovato in corsa fra enti locali sulla gestione della casa natale del Maestro che verrà inaugurata martedì. E se, per caso non venisse rispettato - attacca Stefano Baccelli, presidente della Provincia - ci troveremmo di fronte «a un caso di spreco di denaro pubblico». Il problema è esploso nella riunione di lunedì pomeriggio sulla gestione di casa Puccini. Da una parte c'è la Provincia che - a nome del tavolo di lavoro composto anche da Camera di Commercio e Fondazione Crl (proprietaria della casa natale di Puccini - ha proposto di utilizzare il personale Apt, già pagato dalla Regione fino a fine anno con i fondi trasferiti a palazzo Ducale insieme alla delega al turismo. Dall'altra c'è la Fondazione Puccini per la quale - spiega il suo consulente, l'avvocato giuslavorista Andreucci - si possono prefigurare violazioni gravi della legge Biagi sul lavoro, utilizzando i dipendenti dell'Apt per biglietteria e sorveglianza del museo. Per nulla impressionato, Baccelli liquida come «pretestuose le motivazioni addotte dalla fondazione Puccini per non utilizzare personale già pagato fino a fine anno. Percorrendo questa strada, infatti, non si incorre in alcuna violazione (e tanto meno sanzione) dal momento che la convenzione proposta istituzionalizza un rapporto di partnerariato tra la Fondazione e l'Apt alla quale verrebbero affidati incarichi coerenti con il proprio lavoro». Comunque, la Provincia si dice disposta anche a non utilizzare il personale dell'Apt a contratto per tenere aperto il museo «a patto di non affidare il servizio a una cooperativa, andando incontro a un vero e proprio spreco di denaro pubblico. In ogni caso, se la fondazione Puccini decidesse di procedere in altro modo, dovrebbe motivare formalmente la scelta». Soprattutto ora che la Provincia ha il parere redatto dal vice segretario dell'ente Luigi De Angelis sulla legittimità dell'operazione. L'utilizzo del personale Apt, in sostanza - scrive il dirigente di Palazzo Ducale - non comporterebbe alcuna violazione della legge Biagi «con particolare riferimento al divieto di interposizione di manodopera perché la disposizione non si applica per le pubbliche amministrazioni e il loro personale. L'Apt - specifica De Angelis - è soggetto di diritto pubblico. La Fondazione Puccini ha natura privatistica ma, essendo a totale capitale pubblico e sovvenzionata in via ordinaria da fondi di soggetti pubblici è comunque da considerare, alla luce della giurisprudenza recente, come "organismo pubblico anche se con personalità giuridica di diritto privato"». Non a caso, una volta sciolta l'Apt (a fine anno), la Fondazione avrà l'obbligo di affidare gli stessi servizi di biglietteria, informazione, custodia tramite gara. De Angelis va anche oltre. Osserva che «non trattandosi di un appalto di servizi e non ottenendo l'Apt alcun corrispettivo economico dell'attività svolta, non è ipotizzabile l'istituto della intermediazione illecita di manodopera», come invece ipotizzato dalla fondazione Puccini. La quale teme anche di dover assumere il personale co.co.co dell'Apt, se utilizzato per il museo. La Provincia nega che esista questo rischio, ma ribadisce la disponibilità «al fine di fugare ogni possibile dubbio o perplessità avanzata dalla fondazione Puccini, a utilizzare per i servizi di biglietteria, promozione, custodia e sorveglianza esclusivamente il personale di ruolo della Provincia già da tempo assegnato all'Apt». Al di là delle questioni giuridiche sul personale, la Provincia ribadisce che il rapporto tra Fondazione Puccini e Apt «nasce dalla considerazione che l'ente ha fatto dell'estrema importanza dell'apertura della casa-museo per la promozione dell'immagine turistica e culturale della città. La promozione e l'implementazione del turismo è la principale attività dell'Apt, delineata come fine istituzionale proprio dalla legge regionale sul turismo». Ed è in tale ottica - conclude la Provincia - che va letto l'interesse dell'Apt a svolgere i servizi che consentono l'apertura e il funzionamento del museo di corte San Lorenzo. E questo nell'ambito di un accordo «fra due soggetti pubblici, teso al raggiungimento di una finalità di comune interesse, strettamente connessa all'assolvimento di propri compiti istituzionali». Per la Provincia la Fondazione Puccini deve collaborare con l'azienda di promozione «Lanciare anche gli altri eventi» LUCCA. Collaborazione stretta e proficua fra Apt e Fondazione Giacomo Puccini per il funzionamento del museo del Maestro e non solo. È questa la richiesta avanzata dalla Provincia (dalla quale dipende l'azienda di promozione turistica) al Comune, in quanto socio di riferimento della Fondazione Puccini, destinata ad avere in comodato (per la gestione) la casa natale del compositore, in corte San Lorenzo. L'accordo che verrà siglato per utilizzare il personale dell'Apt per i servizi di biglietteria, custodia, sorveglianza e informazione ai visitatori del museo, comporta anche - scrive la Provincia - che la Fondazione Puccini «si impegni a collaborare strettamente con l'azienda nell'attività di promozione del museo» e anche che si impegni «a consentire che il personale dell'Apt di Lucca, nell'attività di biglietteria, svolga pure attività promozionali relative ad altre iniziative turistiche e culturali, presenti, nello stesso periodo, nel territorio di competenza». In parole povere, la Provincia vuole che la Fondazione Puccini consenta all'Apt, fino al 31 dicembre (quando verrà liquidata), di promuovere, con i visitatori della casa-natale di Puccini, tutte le iniziative e manifestazioni in cartellone nel territorio della Lucchesia, dalla Garfagnana alla Piana, escludendo, ovviamente la Versilia, avendo per quella zona un'azienda turistica indipendente. In questo modo, agli appassionati di lirica verrebbero forniti altri motivi per soggiornare nella zona.