Il prefetto Postiglione contro topi e mala burocrazia Ribera.Umberto Postiglione, ex indimenticato prefetto di Agrigento, oggi rappresenta il Governo a Palermo. Abituato alla trincea agrigentina - da dove ne è uscito fortificato e ulteriormente qualificato - l'alto funzionario di origini campane è saltato dalla sedia nel prendere atto della triste sorte del mausoleo in cui giacciono i resti di Francesco Crispi. Come raccontato ieri dal nostro giornale, il luogo incastonato nella chiesa di San Domenico nel capoluogo siciliano sarebbe invaso dai topi. Uno sfregio alla memoria dello statista riberese, uno sfregio sul quale il prefetto Postiglione intende passare una vigorosa mano di metaforica «vernice». Per prima cosa ha attivato i propri canali per cercare di dare decoro al sito in tempi brevi, ma tra le pieghe della vicenda emerge un retroscena figlio della consueta «mala burocrazia» siciliana. Da tempo il ministero dell'Interno ha stanziato circa 250 mila euro per la sistemazione dello spazio dedicato al Crispi. Soldi che potrebbero essere utilizzati per sistemare i sotterranei e cacciare i topi, soldi che però non si possono spendere perché la Sovrintendenza ai Beni culturali di Palermo avrebbe il personale sufficiente ad assegnare i lavori. Postiglione ha invitato la Sovrintendenza a rimpinguare il personale per sbloccare una situazione grottesca. In tutto questo, il prefetto ha sollecitato agli organi competenti un reportage completo di tutti i beni del Fec per verificarne le condizioni e i rischi eventuali per la pubblica incolumità. Intanto il corpo dello statista potrebbe essere riesumato dalla tomba del mausoleo, posto nella chiesa di San Domenico per essere esposto nella stessa basilica il prossimo 2 novembre. Questo è quanto ha riferito l'assessore regionale al Bilancio Gaetano Armao al Domenico Macaluso, ispettore onorario dei Beni Culturali della Regione che ha presentato una proposta per una ricognizione scientifica del corpo dello statista, ideatore e protagonista della Spedizione dei Mille. Dopo la denuncia del priore della chiesa dello stato della tomba in pasto ai topi, rincara la dose Macaluso che afferma: «Crispi durante i festeggiamenti di quest'anno è stato ricordato poco e niente, anzi è stato dimenticato, a differenza di altri personaggi del Risorgimento. Solo Ribera, la città natale dello statista, con i suoi amministratori, si è ricordata del suo figliolo. Sarà eretto un monumento in bronzo, su base in marmo, opera dello scultore Rizzuti di Caltabellotta che il comune collocherà davanti la villa comunale, sul corso principale». Secondo Macaluso, la ricognizione del corpo di Crispi dovrebbe essere effettuata con l'autorizzazione della Curia di Palermo, del comune e della Regione, con esposizione all'interno della basilica di San Domenico il prossimo 2 novembre, un secolo dopo la tumulazione della salma imbalsamata dal Salafia. Francesco Di Mare Enzo Minio 08092011