La riunione. Venerdì al Comune di Ragusa il confronto per decidere che cosa fare dopo la sentenza del Tar Ci saranno anche i rappresentanti delle categorie produttive, a cui è l'invito è stato allargato, alla riunione convocata per venerdì pomeriggio alle 16,30 al Comune di Ragusa, dal sindaco Nello Dipasquale e a cui sono stati invitati a partecipare i dodici sindaci iblei per prendere delle decisioni consequenziali rispetto all'ordinanza del Tar con cui si annulla il decreto della Regione che aveva approvato il piano paesistico adottato dalla soprintendenza di Ragusa. Ma perché è stato esteso l'invito a partecipare alla riunione? "L'importanza dell'argomento oggetto di discussione - dichiara Dipasquale - richiede il coinvolgimento di tutte le realtà del mondo imprenditoriale, economico e sindacale del nostro territorio. Per questo motivo sono stati invitati ad intervenire i rappresentanti della Camera di Commercio, dell'Asi, dell'Ufficio del Lavoro, della Cna, dell'Associazione Casa, della Confartigianato, della Coldiretti, dell'Associazione Provinciale Imprenditori, della Cia, dell'Unione Provinciale Agricoltura, dell'Associazione Provinciale Industriali, del Centro Direzionale Asi, della Confcommercio provinciale e sezionale, della Confesercenti, della Confcooperative, della Sosvi, della Cgil, Cisl, Uil, Ugil e Isa, di Legambiente, dell'Associazione Sorella Natura, dell'Upla-Claai, dell'Unicoop, i presidenti degli Ordini degli Ingegneri ed Architetti, i presidenti dei Collegi dei Geometri e dei Periti Agrari". Sul piano e sull'esito dell'udienza del Tar, interviene, con ottimismo, anche il segretario provinciale del Partito Democratico, Salvatore Zago secondo il quale il fatto di ripartire praticamente da zero potrà essere foriero di un'inedita collaborazione tra Regione e organismi istituzionali, sindacali, politici e sociali del territorio per un "corretto e partecipato percorso per dotare il territorio di uno strumento imprescindibile per regolarne crescita e sviluppo". Il Pd si impegnerà lungo questa direzione cercando di concretizzare le proposte di merito già avanzate in sede di osservazioni e per garantire l'adozione dello strumento. "La mancata preventiva sottoposizione della proposta di Piano alla Valutazione Ambientale Strategica, unico vizio riconosciuto dal Tar causa di annullamento del piano - rileva Zago - di fatto ha determinato l'azzeramento di uno strumento indispensabile, ma nato male, perché adottato in tutta fretta, ed al di fuori delle specifiche previsioni normative, senza il necessario confronto con le varie realtà produttive e culturali locali, e paradossalmente non solo in parte pregiudizievole degli interessi di sviluppo del territorio e della sua capacità di autogoverno, ma anche degli stessi beni ambientali e paesaggistici protetti. Il Pd già a suo tempo aveva criticato in maniera costruttiva il piano". 07092011