FAVARA. Il centro storico cade a pezzi, la gente paga il recupero dei luoghi di culto Favara.Mentre il centro storico cade a pezzi, e la situazione rimane grave senza un intervento radicale di messa in sicurezza, i fedeli, nel loro piccolo, contribuiscono a mantenere in buona salute le chiese cittadine. Luoghi che necessitano di interventi di manutenzione per evitare che i piccoli problemi di oggi diventino grandi e di difficile soluzione domani. Fedeli che con offerte dopo offerte, durante le messe domenicali e settimanali, stanno aiutando l'arciprete don Mimmo Zambito a programmare tutta una serie di interventi di manutenzione, non solo per la chiesa Madre, monumento simbolo della cristianità favarese, ma anche altri templi di pertinenza della parrocchia Matrice e cioè la Chiesa del Rosario, del Purgatorio e di San Nicola: le prime due si trovano una di fronte all'altra in piazza Cavour, mentre la terza, una delle più antiche (XIV sec.), è ubicata nell'omonima via, che dal lato Sud-Est del retro Matrice scende verso l'antico quartiere di San Nicola, parte integrante del centro storico, rispetto alle chiese esistenti a Favara. "Queste tre chiese - dice l'arciprete don Mimmo Zambito - saranno interessate dalla manutenzione ordinaria della copertura al fine di evitare la infiltrazione di acqua piovana». I lavori sono già iniziati e non intralciaranno la visita dei fedeli e le funzioni religiose, considerato che si tratta di interventi che riguardano i tetti. Come detto molte delle somme sono state raccolte attraverso le cassette delle offerte dislocate nelle chiese interessate. Ovviamente, don Mimmo spera che i fedeli possano avere sempre più sensibilità e disponibilità ad aiutarlo per sostenere i lavori, che sono molto più impegnativi per i tetti della Chiesa Madre, parrocchia dedicata a Sant'Antonio di Padova. Alcuni mesi addietro, la chiesa del Santo Rosario, edificata tra il 1598 e 1608, è stata interessata dai lavori di restauro conservativo e messa in sicurezza delle superfici decorative, che al suo interno presenta un apparato decorativo polimaterico di notevole interesse storico- artistico. Gli stucchi presenti nelle pareti verticali della parte absidale della chiesa da alcuni anni avevano manifestato fessurazioni di distacco capillare che hanno continuato ad estendersi. Poi è stato osservato un improvviso aumento significativo delle fessurazioni aree, che avevano provocato lesioni profonde e parziali crolli di superficie decorata. Il progetto conservativo e messa in sicurezza delle opere del '700, per un 6.500,00 euro, era stato finanziato dall'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici ed Edilizia di Culto della Diocesi, diretto da don Giuseppe Pontillo. Anche la chiesa del Purgatorio, risalente al 1625, aveva avuto un intervento di restauro. Totò Arancio 07092011