Al via questa sera, ai Cantieri della Zisa, la rassegna rivolta agli appassionati di un settore unico nel suo genere Una storia non raccontata dai libri ma da un mare di immagini per far conoscere agli uomini non soltanto le vette dei monti, i corsi dei fiumi e l'archeologia terrestre ma anche quell'archeologia viva allocata a mare dove i fondali subacquei, di questa terra di Sicilia e di altri mari, diventano i protagonisti indiscussi. La Rassegna "Filmare", dopo le tappe di Triscina-Selinunte ed Ustica, approda a Palermo, e per tre serate, ogni Giovedì, il primo appuntamento è questa sera alle ore 21, darà l'opportunità al pubblico di poter visionare, presso il Centro Culturale Francese nella sede dei Cantieri della Zisa, dei filmati tratti dall'archivio della "Fondation du Festival Mondial de l'Image Sous Marine di Antibes", oggi a Marsiglia, e dall'archivio del documentarista Riccardo Cingillo. L'evento è promossa dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, dal Centre culturel français, dalla Fondazione Kepha, dal CAM e da Archeologia Viva. Interessanti i documentari di Riccardo Cingillo che raccontano della nostra Sicilia. Si parlerà di Borghi marinari, nello specifico, di Acicastello e della sua area marina protetta, delle centenarie tradizioni artigiane, dei percorsi a metà tra acqua e terra. E ancora del Mediterraneo, della sua flora e fauna, delle coste siciliane e di quelle tunisine. Un mare che divide, allontana, un mare che, paradossalmente, finisce per unire, accomunare, aggregare. Storie di pesca tra due mondi diversi. Un viaggio a ritroso nella vita dei pescatori siciliani e tunisini di oggi e di ieri; storie dell'emigrazione tunisina in Sicilia e storie di un'altra emigrazione: quella dei pescatori siciliani. A parlare dei suoi lavori lo stesso Riccardo Cingillo che spiega: "Ben vengano queste manifestazioni perché bisogna far conoscere la Sicilia e i suoi tesori nascosti che non sono da meno rispetto ad altri paesi; è un territorio ricco e solo attraverso la conoscenza si può fare rispettare il mare" A spiegare l'importanza del mare e dell'obiettivo della rassegna che chiuderà i battenti il 22 settembre , la dirigente dell'Unità Operativa "Archivio storico, biblioteca, identità siciliana, educazione permanente e promozione culturale" della Soprintendenza del Mare, Angela Accardi: "La rassegna proposta si inserisce nell'ambito delle attività di promozione, divulgazione, conoscenza e tutela della cultura del mare, per il rispetto del patrimonio marino e sommerso". La prima e unica Soprintendenza del Mare d'Italia, questa istituita in Sicilia, che oggi, anche se nata recentemente (nel 2004) lavora "tout court" per tutelare, gestire e valorizzare la cultura del mare nella nostra terra e per preservarla dai vandali e dai predatori. Annalisa Martorana 08092011