«La lirica deve voltare pagina», dice il direttore generale del ministero dei Beni Culturali Salvo Nastasi? E la Fondazione Arena risponde alla chiamata. Come? Tagliando innanzi tutto i cachet, il sovrintendente Claudio Orazi sta sforbiciando i compensi a tutti gli artisti della stagione 2005. E ieri, il consiglio di amministrazione, ha preso atto delle linee di contenimento dei costi per il nuovo anno e oggi formalmente il documento finanziario verrà approvato; ancora aperto invece il consuntivo 2004 che dovrebbe chiudersi con un deficit tra i 3,5 e i 3,8 milioni di euro cui si aggiunge il pregresso. Una cura drastica, quella per contenere le spese, in attesa di due appuntamenti fondamentali in gennaio: gli stati generali in città per chiamare a raccolta le forze cittadine a sostegno della Fondazione che si terranno tra il 15 e il 20 gennaio (la data è da definire) e il primo tavolo tecnico al ministero convocato per il 19. Sovrintendente Orazi, il direttore generale del ministero ha reso esplicite le linee di gestione sulle quali le Fondazioni dovranno muoversi: tagliare i costi. Le condivide? «Assolutamente sì e ne avevo parlato con lo stesso Nastasi il 13 dicembre scorso. Tant'è vero che ho già richiesto gli interpreti, i cantanti, i registi e i direttori d'orchestra che verranno In Arena e al Teatro Filarmonico proponendo loro, a contratti già firmati, una riduzione dei cachet del 10 per cento». Risposta? «Il 70 per cento mi ha già detto di sì. Ed è un segnale molto importante, di vicinanza ai problemi del teatro, che può innescare un processo virtuoso». Altra linea strategica per ridurre le spese, dice il ministero, è ridurre i costi degli allestimenti. In Arena, si sa, le scenografie sono imponenti... «Su questo capitolo, abbiamo già raschiato il fondo del barile. Sono già state esercitate economie sulle materie prime tenendo elevata la qualità degli spettacoli. Più di così e difficile fare. Ma c'è un'altra strada da battere: quella del palcoscenico mobile». Una vecchia idea, dai tempi di De Bosio. necessaria per abbattere i costi del personale e dei macchinisti? «De Bosio prevedeva anche il palco centrale, ma resterà frontale. Però dobbiamo investire per avere entro il 2006 un palcoscenico mobile che ci consentirà di contenere gli allestimenti, alzando buona parte degli ingombri. Nel rispetto assoluto del monumento, questa struttura aiuterebbe anche l'allestimento degli spettacoli di musica leggera e rock. Un cuore tecnologico che consentirebbe più facilità di rotazione delle scene e minori straordinari. Una necessità per prepararsi degnamente al centenario areniano del 2013». Il costo del personale è elevato in tutte le Fondazioni: rispetto al contributo statale, il costo del personale quant'è? «È ben maggiore degli introiti pubblici. Per la spesa del personale il bilancio 2004 segna un'uscita di 28,5 milioni di euro; dallo Stato riceviamo 14,9 milioni di euro. Siamo quindi al 50, che è il limite minimo della media delle altre Fondazioni: arrivano anche a un rapporto del 70». E vero che c'è ancora un margine di miglioramento nella vendita dei biglietti? «Sarà una delle comunicazioni che faremo agli stati generali, per chiedere un aiuto da parte delle imprese e degli enti. Dobbiamo aumentare innanzi tutto la quota di pubblico veronese e veneto; in secondo luogo è vero che c'è un invenduto, in questa stagione, di poltrone e poltronissime quantificabile fra i 4,5 e i 5 milioni di euro. Dobbiamo potenziare nuovi mercati, abbiamo buoni segnali da Russia, Cina e Stati Uniti. Le prenotazioni e le vendite sono in crescita. Speriamo».
Fondazione Arena, Orazi usa la scure
Il direttore generale del ministero dei Beni Culturali, Salvo Nastasi, ha chiesto di ridurre i costi alle Fondazioni culturali. La Fondazione Arena ha risposto tagliando i compensi degli artisti della stagione 2005 e riducendo i costi degli allestimenti. Il sovrintendente Claudio Orazi ha proposto di ridurre i cachet degli artisti di 10% e di utilizzare un palcoscenico mobile per contenere gli allestimenti. Il costo del personale è elevato e il bilancio 2004 ha segnato un'uscita di 28,5 milioni di euro. La Fondazione Arena cerca di aumentare la quota di pubblico veronese e veneto e di potenziare nuovi mercati. Le prenotazioni e le vendite sono in crescita.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo