Firenze Mostre è approdata in consiglio comunale e ha incassato l'approvazione del protocollo d'intesa che sancisce l'ingresso della Provincia nel capitale azionario e l'impegno a trasformare la spa in Fondazione entro sei mesi. Non solo: all'interno della nascitura Fondazione ha spiegato l'assessore al bilancio e alle partecipate, Tea Albini «Comune e Provincia avranno pari dignità, pari presenze e responsabilità diretta paritaria». Plaude all'operazione il presidente della commissione cultura, il diessino Dario Nardella: «L'amministrazione ha dato una risposta chiara in tempi rapidi che pone le condizioni per un rilancio delle grandi mostre a Firenze. In questo modo, non solo il Comune di Firenze risparmierà 300mila euro, ma oltre al risanamento della società, porterà ad aumentarne il capitale di ben un milione di euro. Per questo non capisco le critiche dell'opposizione: i fiorentini, a partire dal 2005, troveranno una città capace di raccogliere sfide ambiziose tornando a proporre mostre internazionali come quella su Filippino e Botticelli». E il centrodestra, che non approva né il fine, né il metodo, replica: «E' una mera operazione di potere accusa il capogruppo di Forza Italia, Paolo Amato una spartizione di poltrone. Il presidente al Comune, l'amministratore delegato alla Provincia, pari numero di rappresentanti all'interno del cda. Ma non era meglio, invece, azzerare del tutto una società che conta 7 dipendenti e 15 consiglieri di amministrazione?». A rincarare la dose ci pensa Gabriele Toccafondi: «Firenze Mostre Spa insiste ha da sempre palesato un bilancio in difficoltà, culminato in una perdita milionaria ma con un saldo attivo in banca di circa 1.8 milioni di euro. A febbraio del 2004, a margine di un lungo dibattito, il presidente della Camera di Commercio ha proposto l'istituzione di un nuovo soggetto che si occupasse di cultura con nuovi soci pubblici, soggetti privati, banche, fondazioni bancarie. Ma a questo punto Comune e Provincia hanno deciso di ripartire da Firenze Mostre con l'attuale protocollo d'intesa. La Provincia ha previsto un esborso di 1,3 milioni di euro. Adesso scopriamo che 300mila euro entreranno nel bilancio 2005 di Palazzo Vecchio e finiranno, grazie a una variazione di bilancio, nelle casse di un'altra partecipata. Ma il milione di euro non basterà nemmeno a coprire il disavanzo 2004». L'ultima critica è sui compiti della nuova Fondazione: «Firenze Mostre Spa da organizzatrice di eventi si trasforma in una società tuttofare (dagli allestimenti, a vendere libri, a fare attività didattica, alle consulenze. Una società come tante con la sola particolarità di essere pubblica. E il maggior committente nel settore culturale è proprio il pubblico».