VENEZIA - «Tutta da cambiare», ha tuonato il ministro alla Cultura Giancarlo Galan. La Regata storica 2011 all'ex governatore non è proprio piaciuta. Mancherebbe pathos, quell'emozione che invece tiene vivo il Palio di Siena. Una critica che però Venezia non accetta e che, dal Comune al mondo delle remiere e del turismo, rimanda al mittente. «Come si fa a paragonare il Palio alla Storica? E' inaccettabile - sbotta l'assessore al Turismo Roberto Panciera - il Palio è un confronto tra cavalli assatanati, escluso dal ministero per sfruttamento di animali, mentre la Regata è una solenne festa della Serenissima con gare di professionisti della voga». Che sia da mettere mano all'organizzazione lo pensa invece anche il presidente del Coordinamento delle remiere Giovanni Giusto, ma la sua critica non va all'assenza di spettacolarizzazione dell'evento bensì alla poca attenzione verso chi mantiene vive le tradizioni. «Domenica c'erano 84 bambini tra i 5 e i 12 anni a gareggiare e di questa ventata di nuovo, dei giovani e dei volontari delle remiere non s'è fatto cenno nella diretta Rai - tuona Giusto - non una parola, non un'immagine, se il ministro ha visto la Storica in tv non ha colto un aspetto fondamentale e se venisse meno, allora sì che Venezia sarebbe la cartolina patinata che vendiamo ai turisti». Sul balletto di numeri 20 mila persone in meno sulle rive per seguire la gara arriva la Rai a smentire il presunto disinteresse verso la Storica. A vedere la trasmissione, condotta da Carlo Sacchettoni e Alberto Vitucci, con i servizi della Rai del Veneto, c'era quasi il doppio degli spettatori del 2010 passando nelle ore clou da 660 mila a 936 mila. Un'immagine però quella televisiva che a Giusto non piace. «Sono riusciti - ironizza - a rendere invisibile ciò che garantisce futuro alle tradizione . Galan dal Lido non si è limitato a criticare la Regata, Venezia per il ministro «sta diventando la San Marino di 20 anni fa dove si andava a comprare macchine fotografiche finte, città a uso e consumo del turismo». «Al ministro piacciono le provocazioni - gli risponde Elio Dazzo, presidente di Aepe e Apt - ma arriva tardi, a Venezia da anni chiediamo di porre freno al turismo di massa e con il sindaco Orsoni abbiamo iniziato a lavorare per cambiare le cose, ci vorrà tempo ma c'è l'interesse di tutti a farlo». Sulla Storica poi Dazzo ricorda: «E' una festa veneziana, una tradizione culturale che vista dall'esterno potrebbe non essere capita - dice e aggiunge - noi vogliamo turismo di qualità, se Galan volesse fare qui un convegno sulla cultura, motore principale del turismo, lo ospiteremmo volentieri ma se poi i suoi beni culturali chiudono quando dovrebbero essere aperti o non danno servizi adeguati, non stupiamoci se i turisti finiscono per comprare gondole di plastica». Dello stesso tono Panciera, «stiamo lavorando alla qualità, la Biennale dimostra che si può fare - dice - dopo di che il turismo di massa è una realtà, possiamo governarlo non cancellarlo».