«Da piazza dei Miracoli non ci trasferiamo. È evidente che i lavori al Museo delle Sinopie sono un'occasione, per qualcuno, per sperare nella rivincita di una vicenda in cui negli anni gli operatori hanno sempre visto confermato il loro diritto a rimanere al loro posto». È il messaggio emerso dall'assemblea dei bancarellai del Duomo svoltasi all'auditorium Confesercenti. Confesercenti e Confcommercio, dopo il primo incontro in Comune, hanno voluto ascoltare i diretti interessati per mettere a punto le strategie di contrasto al progetto. «Gli operatori sono compatti - hanno dichiarato alla fine i due vicedirettori Giulio Garzella ed Elisabetta Ficeli - e noi al loro fianco. Siamo decisi a far valere i diritti di 40 aziende che, in tutti questi anni, hanno fatto bene all'economia cittadina. Ricevendo dall'amministrazione comunale uno sfratto senza motivi validi e soprattutto in un'area come il parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, ridotta a ghetto per ammissione dei residenti e senza un piano preciso». L'assemblea di lunedì ha affrontato anche gli aspetti tecnici dei lavori al Museo delle Sinopie. Ancora Garzella e Ficeli: «Nessuno mette in discussione la necessità degli interventi alla facciata del museo. Anzi, proprio perché sono necessari il muro contro muro voluto dal Comune può contribuire solo all'allungamento dei tempi. Il 28 luglio si è svolta una conferenza di servizi in cui è stato approvato il piano di sicurezza del cantiere. Sette metri di larghezza sono incomprensibili - insistono i due vicedirettori - per il tipo di lavoro. Larghezza giustificabile solo per interventi di scavo con movimentazione di terra. Invece stiamo parlando di un ponteggio come se ne vedono tanti, ad esempio sui lungarni, dove addirittura la gente transita al di sotto. Valuteremo gli atti della conferenza, convinti che le dimensioni reali del cantiere permettono la presenza delle bancarelle, senza problemi per la sicurezza del cantiere». Confesercenti e Confcommercio non hanno risparmiato un attacco al Comune: «Dal 2001, anno della realizzazione del piano del commercio su aree pubbliche, attendiamo un confronto con l'amministrazione sul futuro delle bancarelle del Duomo. In tanti anni abbiamo sentito parlare della Bechi Luserna, del progetto Santa Chiara, ma nessuno ha mai convocato gli operatori. Pensiamo quindi che i lavori al museo - insistono i due dirigenti - siano un pretesto per evitare ancora una volta il confronto. Lo stallo di questi anni è solo responsabilità di palazzo Gambacorti». Duro l'affondo finale: «Se pensano di trattare 40 aziende nella stessa maniera in cui hanno gestito lo sgombero del campo rom, siamo sulla strada sbagliata. Non stiamo parlando di attività abusive, ma di aziende con dipendenti che meritano rispetto. E soprattutto di soluzioni in grado di garantire loro la sopravvivenza. 450 giorni in un parcheggio scambiatore, con la probabilità di restarci per sempre, sono l'opposto».
PISA. I lavori? Una scusa per farci fuori. I bancarellai del Duomo: proposto un cantiere di dimensioni esagerate
L'assemblea dei bancarellai del Duomo ha espresso la sua opposizione ai lavori al Museo delle Sinopie, considerandoli un pretesto per evitare il confronto con l'amministrazione comunale sulla gestione delle bancarelle del Duomo. Gli operatori hanno richiesto la presenza delle bancarelle durante i lavori, affermando che la larghezza del ponteggio (sette metri) è incomprensibile e che la sicurezza del cantiere non è garantita.
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