Impressionante il valore complessivo dei beni che entreranno nella disponibilità degli enti locali Si attende a breve, dopo il vistoso ritardo procedurale, l'approvazione della lista definitiva dell'Agenzia del demanio per l'alienazione dei beni dello stato agli enti locali della Piana di Gioia Tauro. La normativa del decreto 585 del 2010 prevede il trasferimento ai Comuni di tutti i beni del demanio a titolo gratuito, ma con l'obbligo di valorizzarli, il tutto eseguendo quanto imposto dal federalismo demaniale. A distanza di un anno, però, per i centri della Piana la situazione non è chiarita perché i continui ritocchi e il passaggio ai patrimoni artistici pone alcuni beni da disponibili a non alienabili. Gli immobili sono suscettibili di trasferimento ai Comuni che possono o venderli per battere cassa - e risanare le casse comunali per maggior parte in rosso - o riqualificarli con successiva possibilità di affidamento in gestione a privati ma sempre con finalità istituzionali. Nella Piana è impressionante il numero di beni inseriti nell'elenco dell'Agenzia che risultano disponibili: terreni, immobili, ruderi, ex edifici adibiti ad uffici pubblici, relitti. Eccone alcuni: a Candidoni, Galatro, Oppido Mamertina, San Giorgio Morgeto, Taurianova, Varapodio e Cittanova risultano disponibili terreni, suoli edificatori e fondi rustici; a Gioia Tauro l'ex caserma della Guardia di Finanza (valore 271.000 euro) e ben 12 suoli di arenile (compreso quello dell'ex Eranova con un valore inventariale di 300 mila euro) per un totale di valore di oltre un milione di euro. Arenili liberi anche a Palmi (15) con anche annessa un'abitazione. Record a Rosarno che, leggendo la scheda dei beni disponibili, risulta il Comune che potrebbe ottenere 22 tratti di spiaggia ricadenti però nel territorio del comune di San Ferdinando (ma questo comune risulta autonomo dal 1978, ndc). Al municipio medmeo risulta disponibile anche l'edificio che ospitava l'ex caserma dei carabinieri (valore 90.000 euro), oltre a due relitti fluviali (valore di 85.000 euro). Due immobili a Seminara: l'ex Pretura (valore 35 mila euro) e l'edificio delle Ferrovie della Calabria (62 mila). Nel comune di Sinopoli, invece, sono disponibili una ex casa cantoniera e un relitto. A fronte di tanti beni che potrebbero presto passare nel patrimonio degli enti locali, ce ne sono alcuni, sempre nel territorio della Piana, il cui destino sembra già segnato: a Palmi non risulta disponibile il relitto di suolo espropriato per le case popolari di un valore superiore a 3 milioni di euro; stessa sorte per l'edificio della Pretura sul corso Umberto I. Ci sono anche beni non suscettibili di vendita perché ritenuti di valore culturale ed artistico: ad Oppido Mamertina gli edifici dell'ex Pretura (valore di 141 mila euro) e dell'ex ufficio del registro (64.000) sono passati al demanio patrimoniale ed artistico e quindi non disponibili ma per i quali esiste un canone di locazione. Ad oggi, nonostante i passi avanti si registra uno slittamento dei tempi nella compilazione dei beni definitivi cedibili. La procedura è complessa e una volta presa la decisione sui beni i Comuni pianigiani potranno decidere il da farsi. Il tutto con i limiti dei patrimoni vincolati ad un valore culturale e che per questo necessitano di un protocollo tra Regione e Sovrintendenza, in cui si indichino i beni "non disponibili" alla vendita. Ancora fumoso il destino dei beni militari per i quali sembra che passi il principio deciso dalla Difesa sulla loro inalienabilità. I Comuni attendono.
ALIENAZIONI - I Comuni della Piana pronti a incassare i patrimoni immobiliari alienati dal Demanio
L'Agenzia del demanio ha stilato una lista definitiva di beni dello stato che potranno essere alienati agli enti locali della Piana di Gioia Tauro. Il valore complessivo dei beni è impressionante, con terreni, immobili, ruderi e relitti disponibili. Alcuni Comuni, come Rosarno e Seminara, potrebbero ottenere beni di valore significativo, come tratti di spiaggia e immobili storici. Tuttavia, alcuni beni sono ritenuti non disponibili a causa di valori culturali e artistici o di patrimoni vincolati. La procedura di alienazione è complessa e richiede un protocollo tra Regione e Sovrintendenza per determinare i beni "non disponibili" alla vendita.
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