ROMA - I reati contro l'ambiente come la tratta di esseri umani, traffico di droga o contrabbando di sigarette. Per chi attenta al patrimonio naturale e artistico della Nazione potrebbe arrivare presto, infatti, una rivoluzione storica per la quale gli illeciti penali non saranno più contravvenzionali ma delittuosi e trattati, nei casi più gravi, secondo la disciplina prevista per i reati di stampo mafioso. E per i guastatori di territorio, acque e monumenti si prospetta anche la possibilità di utilizzare intercettazioni telefoniche e misure cautelari. Questi i punti qualificanti del documento «Introduzione nel sistema penale dei delitti contro l'ambiente e contro il fenomeno criminale dell'ecomafia» approvato all'unanimità dalla Commissione di inchiesta sulle Ecomafie. In tutto 16 pagine che la Commissione ha inviato alle Aule di Camera e Senato. «Una sollecitazione forte al Parlamento, ma anche al Governo - ha detto il presidente della Commissione, Paolo Russo, di Forza Italia - e presupposto per mettere a punto un articolato normativo trasversale nelle prossime settimane per introdurre il delitto ambientale nel codice penale prima della fine della legislatura». Riforma che deve avere necessariamente come punto di partenza una nozione unitaria di ambiente, comprensiva delle risorse naturali, sia come singoli elementi (acqua, aria, suolo e sottosuolo) che come cicli naturali, e delle opere dell'uomo protette per il loro interesse ambientale, paesaggistico, artistico, archeologico, architettonico e storico. Secondo le linee guida tracciate dalla Commissione, «fondamentale - ha spiegato Russo - è fornire agli inquirenti gli strumenti per una più puntuale individuazione delle responsabilità individuali ma anche indispensabile prevedere la confisca di patrimoni accumulati per effetto delle condotte illecite». In tal senso la Commissione Eco-mafie propone l'obbligo, anche come attenuazione della responsabilità, di bonifica dell'ambiente danneggiato. Ciò perché, si afferma nel documento, «la criminalità ambientale è criminalità di profitto, sovente su base organizzata». Ma anche «spesso è criminalità inserita in contesti di tipo mafioso a vocazione transnazionale». Per questo, la Commissione prescrive una «riflessione sull'introduzione di collegamenti, per le ipotesi più gravi (soprattutto di tipo associativo), con la disciplina prevista per i reati di stampo mafioso, prevedendo la competenza investigativa delle direzioni distrettuali antimafia, sulla scorta di quanto già previsto, ad esempio, per la tratta degli esseri umani, per il traffico di droga o per il contrabbando di sigarette». Il risvolto della stessa medaglia è anche rappresentato dall'imprenditoria d'assalto che, con la complicità dei colletti bianchi, tende a ridurre i costi di produzione tagliando le spese di salvaguardia ambientale. Un fenomeno complesso che impone la necessità di un contrasto più efficace e diretto.